Comitato delle borgate e Cadimare rispondono alla Regione: “La borgata non è mai stata indagata”.

LA SPEZIA- Vista la nota ufficiale comunicata e pubblicata da Regione Liguria il Comitato delle borgate e la borgata Cadimare ritengono necessario rispondere a quanto dichiarato dalla Regione stessa.

Innanzitutto la Borgata Cadimare, leggendo con stupore e amarezza il suo coinvolgimento nelle dichiarazioni della Regione che sostiene di aver congelato il contributo promesso in attesa di vedere i provvedimenti che il movimento prenderà nei confronti della borgata per la vicenda doping, chiarisce che la borgata Cadimare non solo non è stata accusata di alcun coinvolgimento nella vicenda ma anzi non è stata nemmeno indagata.

Il Comitato delle borgate poi, per parte sua, ribadisce la completa estraneità del Cadimare alla vicenda doping che purtroppo ha coinvolto alcuni suoi tesserati. Borgata che si trova quindi, come tutte le altre borgate, spettatrice di una vicenda spiacevole che ha colpito il movimento e, comunque, ci tiene a chiarire, anche in questo frangente, l’unità del movimento e delle borgate.

Pensare che le tredici borgate unite in comitato agiscano nei confronti di una di loro per salvare un eventuale contributo economico vuol dire non conoscere e non capire il nostro movimento.

Che sia chiaro: noi scegliamo e sceglieremo sempre il Cadimare o qualunque altra borgata che qualcuno dall’esterno voglia isolare.

Rispetto alla vicenda relativa al contributo, ci teniamo a chiarire bene: la colpevolizzazione del Cadimare è un vergognoso e mal riuscito tentativo di nascondere la realtà dei fatti.  La Regione, dopo aver promesso prima 40 mila euro di contributo, poi ridotto a 15 (se non addirittura eliminato) solo dopo la manifestazione, dietro nostre insistenze, fino al giorno in cui è uscita con la nota che si contesta, non aveva ancora impegnato e destinato (né tantomeno pagato) un solo euro alla manifestazione né risposto ad alcuna nostra sollecitazione, pur essendo ormai a fine anno.

Chiudiamo dicendo che è indubbio che il Palio, tenendo conto di tutti gli eventi collaterali che lo compongono, ha costi importanti sostenuti in parte dall’amministrazione comunale e dagli altri enti pubblici e in parte da sponsor privati: le dichiarazioni che si leggono in questi giorni sono però false e travisano la realtà dei fatti.

Tutte le nostre dichiarazioni sono comprovabili e dimostrano come, oggettivamente, il nostro movimento sia in ginocchio, anche di fronte ad una amministrazione locale che invece di cogliere il nostro grido di aiuto sceglie, ancora una volta, di affossarci con ricostruzioni non vere.

Noi siamo pronti a un incontro pubblico con l’amministrazione davanti a cittadini, borgatari e giornalisti. Se l’amministrazione vorrà partecipare potrà scegliere luogo e ora e non ci saremo. Vedremo tutto, punto per punto. Poi ognuno potrà farsi la propria opinione.

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