Chirurgia spezzina protagonista al Congresso di Chirurgia dell’apparato digerente di Roma

LA SPEZIA- Specialisti collegati in streaming da tutta Italia e dal mondo per seguire l’intervento chirurgico in live surgery dalla sala operatoria dell’Ospedale Sant’Andrea.

La chirurgia spezzina ancora una volta protagonista dei principali congressi di settore: l’equipe guidata dal primario di Chirurgia di Asl5, Stefano Berti, è stata infatti scelta per dare il proprio contributo nel corso della ventinovesima edizione del Congresso di Chirurgia dell’Apparato Digerente di Roma, importante momento di divulgazione scientifica caratterizzato da sedute di live surgery, trasmesse dai maggiori ospedali italiani scelti tra i più accreditati sul territorio nazionale e internazionale a una platea composta da migliaia di addetti tra Medici chirurghi, Infermieri e Tecnici. Obiettivo della kermesse è illustrare le tecniche d’avanguardia per creare standard di eccellenza e migliorare così la qualità di vita dei pazienti. Un evento internazionale molto apprezzato dai chirurghi di tutto il mondo, come testimonia il numero degli iscritti: 1933 partecipanti al congresso di Roma, oltre 31.000 specialisti che hanno seguito il congresso e le sedute di live surgery su internet, attraverso il sito www.laparoscopic.it. L’intervento trasmesso in diretta dalla sala operatoria del Sant’Andrea della Spezia ha riguardato un paziente di 49 anni, sottoposto a gastrectomia subtotale laparoscopica con linfoadenectomia estesa (D2). L’operazione chirurgica, durata tre ore, è perfettamente riuscita.

Una vetrina di tutto rispetto per la nostra città e per il livello di competenza raggiunto dagli operatori sanitari spezzini – spiega il direttore della S.C. Chirurgia, Stefano Berti –, abituati da tempo a rapportarsi con una platea di esperti, sia che si tratti di eventi formativi locali, frequentati da chirurghi provenienti da tutto lo stivale, che di elevata portata mediatica come il congresso di Roma. La trasmissione in diretta di un intervento chirurgico di grande complessità prevede, oltre alle competenze tecniche di chi lo esegue, anche un’intesa perfetta tra i vari componenti delle equipe medica ed infermieristica, che devono operare in assoluto sincronismo. Questo è frutto non solo di abilità maturata nel corso di anni di lavoro congiunto, ma anche e soprattutto di una grande armonia all’interno del blocco operatorio, primo elemento determinante nella prevenzione degli eventi avversi in sala operatoria. La live surgery è un ottimo banco di prova per rodare quest’intesa”. La Spezia – aggiunge il primario – vede riconosciute da tempo tutte queste caratteristiche, e il suo contributo ha sicuramente avuto un ruolo non secondario nel successo registrato dall’edizione di quest’anno”.

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