La Spezia, peggiora la qualità della vita.

LA SPEZIA- Emergono per la nostra città dati negativi sui livelli della qualità della vita, cosa che non si verificava da anni.

Gli annunci degli anni passati ed attuali delle Istituzioni locali e Regionali,che davano stime ottimistiche di miglioramento,sono cadute miseramente ed ora questi segnali negativi ci indicano la necessità di un sostanziale cambiamento nello sviluppo di una città di mare e rilevano i limiti del ruolo di governabilità sui controlli preventivi ambientali e della sicurezza da parte del Comune, Autorità Portuale, Regione Liguria ed altri enti.

Il futuro ci richiama uno sviluppo per l’occupazione giovanile più rispettoso della sostenibilità ambientale dentro ad un progetto di attenzione sugli insediamenti produttivi evitando quelli a rischio autorizzati per lo più a causa dell’emergenza con la miopia su una programmazione seria.

La cosa è mancata sia negli anni precedenti ed è continuata a mancare anche in questo ultimo anno e mezzo nonostante vi sia una nuova amministrazione,sulla quale avevamo molte aspettative,e da parte dell’Autorità portuale,chiusa nel suo fortino che non si confronta con la società civile ma si limita a fare annunci che certo non servono a ricercare la convivenza Porto-Città.

Nonostante questa attuale situazione tutti questi enti continuano a fare scelte”alla giornata” oppure scelte di quotidiani interventi alcuni dei quali si potrebbero considerare positivi ma non adatti a fare nessun cambiamento sostanziale per aggredire le cause del declassamento nella nostra città e nel nostro Golfo.

Dopo un anno e mezzo credevamo che la nuova amministrazione Comunale desse nuova spinta al dialogo con i cittadini sulle loro eventuali proposte dell’uso del territorio e del mare(vedi Enel,Area IP,P.R.P,Puc,nuovo ospedale,infrastrutture,salvaguardia ambientale Etc.).

Invece ad oggi pare vivere in un completo immobilismo con l’unica eccezione di qualche servizio pubblico come lo smaltimento rifiuti, sicurezza e rari interventi sui lavori pubblici ma non giungendo mai ad affrontare quanto necessario per un reale cambiamento, non solo, spesso attaccando coloro che chiedono confronti diffusi con la città al fine di individuare un confronto coeso e positivo non solo per le vecchie, ma soprattutto per le nuove generazioni.

Per il Coordinamento dei Quartieri del Levante

Rita Casagrande e Franco Arbasetti

 

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