Un libro? Perché no. “Io sono Malala” di Malala Yousafzai. Recensione a cura di Annalisa Serafini

Sedermi a scuola a leggere libri insieme alle mie amiche è un mio diritto”, può essere questo lo slogan e il tema centrale del libro di questa giovane quattordicenne pakistana, che con il suo libro e la sua vita coraggiosa ha saputo portare alla ribalta del mondo la condizione della donna nel suo paese.
Vincitrice nel Premio Nobel per la pace nel 2014, tutti ce la ricordiamo quando senza paura o timore davanti all’assemblea dell’ONU pronunciò la famosa frase: “una penna, un libro, un quaderno e un insegnante possono cambiare il mondo”.
Il libro scritto in prima persona dall’autrice, racconta la sua biografia personale: si racconta della sua famiglia, del suo amore e curiosità per lo studio e la scoperta di cose nuove da imparare, le amicizie nel paese… insomma, la vita di una ragazzina normale.
Se non fosse che siamo in Pakistan, i Talebani di Bin Laden stanno prendendo il potere, limitando la libertà delle donne, costrette a non uscire di casa, non andare a scuola o al lavoro…insomma a perdere ogni diritto civile e sociale.
Da qui inizia il dramma di Malala, che forte di una famiglia che la sostiene e la incoraggia a continuare la scuola, un giorno tutto per lei cambia.
Siamo nella valle dello Swat, Pakistan, è il 9 ottobre 2012, alle ore dodici. La scuola è finita, e Malala insieme alle sue compagne è sul vecchio bus che la riporta a casa. All’improvviso un uomo sale a bordo e spara tre proiettili, colpendola in pieno volto e lasciandola in fin di vita. Malala ha appena quindici anni, ma per i talebani è colpevole di aver gridato al mondo sin da piccola il suo desiderio di leggere e studiare… una piccola ribelle, contro un potere più grande di lei, ma di cui lei non si lascerà mai intimorire. Per questo deve morire. Ma Malala non muore: la sua guarigione miracolosa sarà l’inizio di un viaggio straordinario dalla remota valle in cui è nata fino all’assemblea generale delle Nazioni Unite.
Malala viene trasportata in Inghilterra e qui curata per lungo tempo, facendo conoscere al mondo la sua storia, ma soprattutto la sua lotta per la libertà delle donne in Pakistan sotto il regime talebano.
Oggi Malala è il simbolo universale delle donne che combattono per il diritto alla cultura e al sapere, ed è stata la più giovane candidata di sempre al Premio Nobel per la pace.
Questo libro autobiografico è la storia vera e avvincente, come un romanzo, della sua vita coraggiosa, un inno alla tolleranza e al diritto all’educazione di ogni persona in ogni parte del mondo. Insomma è un racconto appassionato di una giovanissima voce che è stata capace di cambiare il mondo e di rivendicare i diritti umani della libertà e dell’istruzione ovunque e per tutti.
Un invito a leggere questo libro, perché i diritti umani fondamentali, che oggi diamo tutti per acquisiti e quasi “scontati”, non lo sono affatto. Ovvero in ogni momento un governo, un dittatore, un esercito o leggi sbagliate possono negare le nostre libertà e diritti: la giovane Malala ci racconta la sua storia coraggiosa, ribelle, senza paura di nulla e nessuno.

Buona lettura!
Annalisa Serafini
e-mail: annalisaserafini@libero.it

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