Federica Furlan al Sindaco “Fattoria e calesse, non è il nostro Natale”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera al Sindaco della Spezia di Federica Furlan Animalisti Italiani La Spezia
Egregio Sig. Sindaco,
è con grande sconcerto e amarezza che apprendiamo, tra le altre iniziative della programmazione natalizia, di un calesse trainato da un asino per le date del 14 e 21 dicembre p.v.
Già, perché non era sufficiente la vergognosa fiera denominata “La Fattoria in città”, ormai triste e consueto appuntamento che si rinnova annualmente in questo periodo; un’iniziativa che vede, tra l’inspiegabile entusiasmo di molti cittadini, il trasporto e l’esposizione in piazza Cavour di molti animali da reddito, quali maiali, mucche, asini ecc. Poco importa se questi animali vengono caricati e ammassati su camion, esposti, alla stregua di meri oggetti, a luci, rumori assordanti, calca, urla, mani di curiosi che si allungano… Per le famiglie è tradizione recarvisi con bambini al seguito affinché questi possano “conoscere dal vivo gli animali da fattoria” (ricordiamo, a tal proposito, che esistono rifugi e santuari ove è possibile ammirare nel loro habitat animali sequestrati a maltrattamenti o sottratti al macello come Ippoasi a Pisa); ma nell’ambito di questa iniziativa, tuttavia, i bambini incontrano gli animali che istintivamente sono portati ad amare e verso i quali gli stessi genitori incoraggiano sentimenti di empatia, senza esitare poi a metterli nel piatto una volta giunti a casa o al ristorante, tacendo la loro sorte ai bambini per un noto processo di dissonanza cognitiva.
No, non era sufficiente la Fattoria in Città, occorreva aggiungere il calesse trainato da un pony, ennesima iniziativa a carattere specista, tipica di una società che vede uomo e animale in un rapporto di subordinazione, dominio, supremazia e sfruttamento, basato sull’oppressione del più forte nei confronti del più debole.
Nessuno ha chiesto l’autorizzazione del pony a trainare un calesse carico di bipedi nelle affollate strade del centro cittadino, così come nessuno chiede mai autorizzazione ai cavalli delle botticelle nella Capitale o in altre città d’Italia, spesso caduti a terra sfiniti ed esanimi a causa di temperature torride e carico eccessivo; o, ancora, ai cavalli da corsa del Palio di Siena, ad esempio, non raramente vittime di incidenti nella folle corsa e quindi abbattuti; o agli animali costretti a esibirsi in squallidi esercizi innaturali e ridicoli all’interno dei circhi, o ancora a orche e delfini che, catturati in natura e obbligati a vivere in cattività, vengono poi sedati per ridurre l’aggressività e la depressione causate dagli spazi angusti delle loro prigioni marine… E l’elenco potrebbe tristemente continuare…
Alla luce di quanto sopra e in una società che vede in continua espansione la coscienza collettiva verso le tematiche di benessere e tutela animali, come animalisti e cittadini non possiamo che sentirci delusi dalla Sua Amministrazione.
In attesa di un Suo cortese riscontro porgo distinti saluti
p. Animalisti Italiani La Spezia
Federica Furlan
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