Frattox sabato 1 dicembre al Civico

La Spezia – Si sposta al Teatro Civico di Spezia la fortunata ottava edizione di Fuori Luogo, percorsi teatrali nel presente, progetto a cura dell’associazione Gli Scarti in parternship con Balletto Civile, Scena Madre e CasArsA Teatro e in collaborazione con i comuni della Spezia, Lerici, Sarzana e Santo Stefano di Magra.

Dopo aver ospitato al Dialma Ruggiero maestri come Danio Manfredini e Massimiliano Civica, sabato 1 dicembre l’appuntamento imperdibile è al Teatro Civico con Frattox, cult di  RezzaMastrella, uno dei sodalizi più longevi e affascinanti della cultura italiana, vincitore quest’anno del Leone d’oro alla Biennale di Venezia. Anticonvenzionali, irrequieti, inconciliabili cantori dell’assurdo, straordinari interpreti dell’insensatezza, Antonio Rezza e Flavia Mastrella sono capaci di spostare a ogni spettacolo l’asse delle certezze dello spettatore.

Uno spettacolo tra i cult italiani, proposto nell’ambito di una rassegna “fuori misura” – che per la prima volta coinvolgerà, oltre alla Spezia, anche i comuni più grandi della provincia – dal titolo Il golfo (è) dei poeti! 

Il progetto di rete Fuori Luogo VIII edizione è sostenuto da Compagnia di San Paolo (come maggior sostenitore) nell’ambito dell’edizione 2018 del bando Performing Arts. Altri enti sostenitori del progetto sono: Ministero dei Beni Culturali, Regione Liguria, Isforcoop Liguria, Reclip – Rete del Contemporaneo Piemonte Liguria e Fondazione Carispezia (nell’ambito del bando “call for crowdfunding”).

La storia

Il telecomandato gira in cerchio: la spensieratezza non ha luogo. Entra la ferraglia con la pelle appesa. E con la voce forte. Si gira e se ne va. Urla da lontano parole piene d’eco. Torna e se ne va. L’eco ammutolisce. Un taxi perduto è un lamento mancato, disperazione in cerchio con autocritica fasulla, vittimismo di regime, modestia tiranna e tirannia del consueto. Tutto ciò che si assomiglia va al potere. E Rocco e Rita a fare uno il verso non dell’altro ma dell’uno. A imitar se stessi c’è sempre da imparare. Ma chi imita se stesso è la cancrena nell’orecchio di chi ascolta. E marcisce l’ambizione. L’ansia non è uno stato d’animo ma un errore posturale. Forma e demenza non viaggiano mai sole. Tra le dune di un deserto, uccelli migratori volano felici sulla testa di due uomini sereni, lievemente turbati dall’arroganza del potente di turno, essere antropomorfo con le braccia malformate dal compromesso elettorale. La cultura è fatta a pezzi da chi ama sceneggiare. E poi la voce di uno fa parlare l’altro che muove la bocca per sentito dire. E si lamenta del suo poco parlare con la voce che lo fa parlare. Litiga con la voce che lo tiene al mondo. Applausi a chi ha ben poco da inchinare. Rarefatta dalla santità, Rita da Cascia oltraggia la provenienza, si ama non per sentimento ma per residenza: siamo sotto un fratto che uccide, si muore per eccessiva semplificazione. Il lottatore di sumo desume che dedurre è un eccesso. Sindoni a confronto con cartoni animati redentori. Guerrieri di ritorno da niente e specchi carnefici a mettere parole in bocca allo specchiato.

Si può parlare con qualcuno che ti dà la voce?
Si può rispondere con la stessa voce di chi fa la domanda?
Due persone discorrono sull’esistenza.
Una delle due, quando l’altra parla, ha tempo per pensare: sospetta il tranello ma non ne ha la certezza.
La manipolazione è alla base di un corretto stile di vita. Per l’ennesima volta si cambia forma attraverso la violenza espressiva. Mai come in questo caso o, per meglio dire, ancora come in questo caso, l’odio verso la mistificazione del teatro, del cinema, della letteratura, è implacabile. Il potere sta nel sopravvivere a chi muore. Noi siamo pronti a regnare. Bisognerebbe morire appena un po’ di più.

Antonio Rezza

L’habitat di Fratto_X è un impeto da suggestioni fotografiche.

Le immagini raccontano la strada che corre e l’impossibilità di agire.
Scie luminose si materializzano con l’inquietante delicatezza dei fiori visti da vicino. Come anche Fratto_X è un ideogramma, insegue la leggera freschezza vibrante del tratto e il colore saturo dell’immagine in 3d. Una distesa di pelle calda organizza figure antropomorfe, sommerse dalla carne e dalla carnalità, vittime disponibili alla persuasione di massa.
L’inutilità permea e comprime i personaggi che si affacciano da un divieto X. La Sedia, mezzo mutante color azzurro, pelle e ruggine, è presa in prestito dal teatro di narrazione.
Il Telecomandato geneticamente alterato e il Miracolo dell’urbanizzazione sono sculture mobili dipendenti.
La carcassa del guerriero viene riproposta come presenza epica solo nella forma e nell’atteggiamento.

Flavia Mastrella

Teatro Civico –

I° Settore: Under30 e altre riduzioni 15€ / Intero 20 €

dal II° Settore stessa bigliettazione di Fuori Luogo: 15€ Intero / 10€ Under30 / Iscritti Ass. Scarti 8€ / Studenti 5€ – Loggione: Intero 10€ / Ridotto 5€

prenotazioni telefoniche – 375 57 14 205oppure Centro Dialma Ruggiero tel. 0187-713264 

e Biglietteria Teatro Civico Via Fazio 45  e Via Carpenino 0187 727521

prenotazioni on line  HYPERLINK “mailto:prenotazioni@fuoriluogoteatro.it” \n _blankprenotazioni@fuoriluogoteatro.it

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