Un libro? Perché no. “Febbre a 90′”, di Nick Hornby. Recensione a cura di Annalisa Serafini.

Non è un libro recentissimo quello di cui voglio parlarvi questa settimana. Ma è un libro che ha fatto epoca, anzi che ha creato un genere letterario: quello dell’ultras del calcio, inglese in questo caso. Il libro uscì per la prima volta nel 1992 in Gran Bretagna e fu subito boom di vendite, nonché un successo mondiale per il suo autore che da anonimo professore di letteratura inglese a Londra si trovò catapultato, dall’oggi al domani, nell’Olimpo della fama letteraria

Tanto fu il successo che ne fu tratto poco dopo un film, interpretato da un giovane Colin Firth, nel 1997.
Il libro scritto in forma autobiografica racconta come è nata la sua passione, forte, ossessiva e sfrenata per l’Arsenal, una delle squadre più blasonate della Premier League, i Gunners, che hanno il loro “tempio” nello stadio di Highbury (oggi Emirates Stadium, per i nuovi proprietari) a Londra.
La passione calcistica per il giovane autore, che nel libro si mette a nudo, senza pudori o reticenze, nacque per un trauma: all’età di 11 anni subisce il divorzio dei genitori. Il padre, per caso, non sapendo più dove portare il ragazzino il sabato pomeriggio (giorno dedicato da sempre al calcio in Gran Bretagna) dopo aver girato per zoo, cinema e negozi lo porta a vedere l’Arsenal: qui il giovane adolescente resta come abbagliato dai riti del calcio: i cori, le bandiere, gli abbracci per un goal…insomma trova la famiglia che sente sfuggirgli via dentro uno stadio. Da quel giorno fino ad oggi non si è più perso un match dell’Arsenal: trasferte in casa, in giro per Inghilterra e le Coppe Europee.
Ogni capitolo racconta una partita, con data, risultato e sottotitolo. Ma il libro va ben oltre il calcio: attraverso questo sport l’autore ci racconta l’universo degli ultras, della fede in una maglia e verso dei colori, da farti sentire parte di un gruppo, di amici leali e fedeli che con te soffrono per una sconfitta, gioiscono per una vittoria, fanno collette per le trasferte anche se devi sopportare i -4 gradi dell’inverno inglese, la pioggia battente o chilometri di autostrada. Niente e nessuno ti farà da ostacolo: perché il calcio racconta l’autore è un “universo parallelo che va oltre la vita reale, che non può capire chi non lo sente scorrere nelle vene”.
Bellissima la frase di esordio del libro: “Mi innamorai del calcio come mi sarei poi innamorato delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente, senza pensare al dolore o allo sconvolgimento che avrebbe portato con sé”.
Un libro da leggere per chi ama il calcio, lo sport e non solo… un libro vero, autentico ed anche ironico.
Buona lettura!
Annalisa Serafini
E-mail: annalisaserafini@libero.it

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