Paolo Saporiti da Bacchus venerdì 16

LA SPEZIA- Dopo le sonorità cosmopolita portate da Zoe Boekbinder prosegue la programmazione musicale all’osteria Bacchus venerdì 16 novembre alle ore 21,30 con un progetto radicalmente italiano ed un ospite d’eccezione, il cantautore Paolo Saporiti.
A tre anni di distanza dal precedente album solista ”Bisognava dirlo a tuo padre che a fare un figlio con uno schizofrenico avremmo creato tutta questa sofferenza” (2015) e a un anno da ”Prega per me” (2017), l’ultimo lavoro del progetto Todo Modo in trio con Giorgio Prette (ex batterista degli Afterhours) e Xabier Iriondo (chitarrista e polistrumentista degli Afterhours), Paolo Saporiti torna sulla scena con il nuovo disco “ACINI” uscito il 23 marzo per Goodfellas Records.

Ispirato dal romanzo inedito di suo padre (Acini d’uva) “Acini – Il martello del sognatore” è un lavoro pieno di amore, declinato nelle sue varie forme. «Stati universali che, mai come in questo momento, ritengo giusto e sensato scandagliare come autore di canzoni che vive in Italia, paese in costante e irrefrenabile declino».

Quello di Saporiti è un vero e proprio ritorno a casa, svestendo, almeno per una volta, le movenze della protesta a tutti i costi. Un ritorno a sonorità più aperte, a un certo tipo di qualità e centralità della voce, a una diversa ricerca di aderenza tra arrangiamenti più rotondi e il rispetto delle specifiche singole emozioni dei brani. Per intraprendere questo percorso, il songwriter meneghino si avvale della collaborazione di un vecchio compagno di viaggio – Christian Alati – che curerà in toto la produzione dagli arrangiamenti sino al mastering. Il suo mandato? «Accompagnare una decina di canzoni nella loro presa di contatto col mondo».

Ma la svolta non è solo formale perché “Acini” rappresenta soprattutto un cambiamento nel punto di vista dell’autore, che rivela di riuscire – per la prima volta – a lasciar parlare le proprie canzoni d’amore accogliendo una nuova voglia di aprirsi e di comunicare. Infatti in questo disco si scorge una nuova luce che Paolo Saporiti canta con voce chiara e limpida, calma, in linea coi colori caldi del ritratto contenuto all’interno del booklet.

Giunto al ragguardevole traguardo del settimo capitolo della propria carriera solista, Saporiti si riconosce nel profilo di un uomo maturo, quasi saggio, contento di essere diventato quello che è, nella celebrazione quotidiana della vita. Ed è così che racconta di coloro che non vogliono più e soltanto essere riconosciuti come dei sopravvissuti, ma come degli uomini in grado di abitare al meglio questo mondo: «che cosa rimane oggi davanti ai nostri occhi, se non i nostri sentimenti più profondi, con cui fare i conti nel bene e nel male?». Persone consapevoli delle difficoltà ma allo stesso tempo coscienti delle infinite bellezze.

https://www.rockit.it/recensione/40672/paolosaporiti-acini
http://unadimille.it/2018/05/02/paolo-saporiti-arrivederci-roma-acini/

 Alberto N. A. Turra, virtuoso chitarrista e compositore milanese già con Roy Paci-Corleone, Pierpaolo Capovilla, Shanir Erza Blumenkranz, Brian Marsella, Giovanni Venosta, Mamud Band, Turbogolfer, Kabikoff, Kenny Grohowski, Sarah Stride, in questa occasione accompagna alla chitarra elettrica il cantautore Paolo Saporiti attraverso tessiture assimilabili al Bill Frisell dei dischi con Joe Henry o con Vinicius Cantuaria, così come al Nels Cline con i Wilco. Ultima sua pubblicazione è l’album in solo (peraltro realizzato proprio durante un live a Spazio Lomellini) intitolato “It is preferable not to travel with a dead man”, pubblicato dall’etichetta newyorkese Chant Records in collaborazione con l’etichetta italiana Felmay, presentato live a Manhattan al Nublu ottobre dello scorso anno.

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