#nopillon, anche a Spezia la protesta

LA SPEZIA- Giornata di mobilitazione nazionale, sabato 10, contro il decreto Pillon. Il fronte #nopillon nella nostra città si è schierato sotto i portici di Via Chiodo (dopo che la pioggia lo aveva “sfrattato” da Piazza Mentana). In piazza la CGIL, le opposizioni di sinistra, RAOT, le Associazioni femminili.

“Il decreto Pillon riporterebbe il diritti di famiglia indietro di cinquant’anni” dicono le organizzatrici “Il decreto ha come obiettivo quello di rendere particolarmente complicata la strada per la separazione, limitando in maniera pesante la libertà delle persone. Le conseguenze ricadranno sui soggetti più deboli: prevalentemente i minori”.

Il decreto in pillole

1) MEDIAZIONE CIVILE OBBLIGATORIA (A PAGAMENTO) – Se i figli sono minorenni la mediazione è obbligatoria anche nei casi di separazione consensuale.

2) IMPOSIZIONE DI TEMPI PARITARI – I figli devono trascorrere pari tempo con i genitori anche dividendosi a metà e facendo avanti e indietro tra due case.

3) MANTENIMENTO DIRETTO – I genitori sono obbligati a fare un piano della spesa davanti al mediatore familiare.

4) NESSUNA TUTELA CONTRO LA VIOLENZA IN FAMIGLIA – Il rifiuto del figlio di voler vedere uno dei genitori (di solito il padre) viene considerato “alienazione” da parte dell’altro genitore (di solito la madre) che può essere punito per questo.

5) CHI RESTA NELLA CASA CONIUGALE PAGA – Il proprietario riceve un “affitto” dall’altro genitore.

6) CHI NON MANTIENE I FIGLI NON VIENE PIU’ PUNITO – Non è più reato sottrarsi agli obblighi verso i figli.

Questo è un inizio” ha detto Lara Ghiglione (CGIL) “ma non ci fermiamo qui, presto organizzeremo incontri pubblici, con medici e psichiatri, specialisti dell’infanzia, perché spieghino nei dettagli le nuove imposizioni di questo decreto”.
La speranza del Comitato organizzatore è quella di coinvolgere gli uomini, perché i coniugi più deboli potrebbero anche essere loro (in caso, per esempio, di madri violente).

Anche il Ministro Luigi di Maio ha in parte contestato il DDL 735 Pillon, in merito al tema dell’affido condiviso; e Di Maio non è il solo, in maggioranza, a contestare le proposte del Senatore leghista. Queste ostilità interne, assieme alla protesta generalizzata (che solo ieri ha coinvolto) 60 piazze italiane, riusciranno a far naufragare questo decreto?

 

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