Un libro? Perché no. “Pista nera”, di Antonio Manzini. Una recensione a cura di Annalisa Serafini.

Ho sempre voluto scrivere un pezzo su questo nuovo personaggio letterario: il vicequestore Rocco Schiavone, non un commissario, figura che popola tanta narrativa del genere giallo da sempre. Probabilmente molti di voi adesso lo conosceranno grazie alla fiction proposta dalla Rai (giunta alla seconda edizione in questi giorni). In realtà Rocco, questo ribelle e dolce personaggio, proviene dai libri del suo creatore, il giovane attore, poi sceneggiatore (ha collaborato anche alla fiction Rai tratta dai suoi libri) e infine scrittore romano Antonio Manzini.

Il libro di oggi è il primo della serie che ha visto nascere questo personaggio letterario, che più che un vicequestore, assomiglia ad un ribelle contro la società, il sistema, i valori e lo stile di vita conformista dei nostri tempi.
Rocco Schiavone ha un suo triste e doloroso passato: famiglia poverissima di Testaccio (il funerale del padre è pagato grazie ai soldi a prestito), la passione per lo studio e la lettura, fra mille sacrifici si laurea in legge, dopo di che vince un concorso ed entra in polizia a Roma, nel commissariato di Testaccio.
Ma il nuovo mestiere e la nuova vita non gli fanno lasciare il suo stile di sempre. Come non citare una canna la mattina nell’ufficio della questura (“come diceva Hegel: il rito laico del mattino è leggere il giornale” per Me lo è il fumare una canna” – dice il nostro personaggio), i tanti soldi sequestrati a malviventi e bande criminali vengono regalati a poveri, famiglie in difficoltà e barboni, gli amici di sempre mezzi ricettatori ma buoni di animo, veste un vecchio loden verde e le intramontabili scarpe Clark’s.
Altra sua caratteristica fare La lista delle rotture di coglioni dal quinto al decimo livello, dove qui si posizionano omicidi e morti insieme ad andare a matrimoni e feste, fare spesa nei centri commerciali o trovare tabaccai chiusi.
A fare da compagna a questo strano poliziotto la moglie-fantasma, la giovane Marina, uccisa come vendetta contro Rocco, fantasma perché in tutti i romanzi appare come personificazione, come presenza: con lei Rocco dialoga, parla delle indagini e dei cruciverba, la grande passione di Marina.
E spesso le parole delle soluzioni di rebus e cruciverba, che lei gli indica,sono anche quelle degli omicidi su cui sta indagando.

Vi invito a leggere tutta la serie dei libri, ambientati quasi tutti ad Aosta e in quella regione.
Perché?
Rocco quando era a Roma arrestò un ragazzo con il vizio di stuprare ragazzine all’uscita da scuola, essendo il giovane, il figlio di un noto politico, come “promozione” Rocco subisce un trasferimento forzato ad Aosta, una città fredda, chiusa, ombrosa e nevosa, lontana dal sole, dai turisti, dal caos e dalla vita della capitale.
Rocco non si perde comunque d’animo: con al fianco il fantasma della moglie, nuovi colleghi amati ed odiati, nuova casa ed abitudini, senza però mai lasciare le amate Clark’s e il loden verde Classico anche nelle nevi valdostane.
Libri ben scritti, moderni, profondi che attraverso Rocco Schiavone ci descrivono bene l’Italia di oggi, sospesa fra corruzione, disoccupazione, violenza e soprattutto tanta miseria morale e sociale.
Un personaggio schietto, diretto, pungente, intollerante ed attaccabrighe, ma dal cuore tenero, buono e dolce, che conquisterà il lettore fin dalle prime pagine…ne sono sicura!
Tra l’altro un noto politico di destra in una famosa interpellanza parlamentare si oppose contro la Rai per la messa in onda della serie, chiedendone la sospensione immediata. Fatto che l’azienda rifiutò in nome della libertà di invenzione e scrittura dei libri. Anche l’autore stesso, Antonio Manzini, intervenne citando la Costituzione che dichiara la libertà di espressione in ogni forma e modo.
Dalla querelle non possiamo che capire quanto il mondo che Schiavone ha intorno rispecchi la società italiana dei nostri giorni.
Buona lettura!

Annalisa Serafini
E-mail: annalisaserafini@libero.it

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