Dalla Spezia al Polo Nord

La Spezia – Un punto bianco alla fine del mondo – il Polo Nord – e l’ambizione di vedere sventolare su di esso la bandiera Tricolore. Una città, La Spezia, che ha concorso al sogno che si è poi trasformato in tragedia, ma anche in salvezza per i superstiti dell’impresa, quella del generale Umberto Nobile e del dirigibile Italia, nel 1928. Una storia che il Cantiere della memoria, nella sala affrescata dell’ex convento Olivetano delle Grazie, intende ritessere domani 11 novembre (inizio 15,30) con una video mostra valorizzando il lavoro della nipote di un marinaio testimone di fatti, a bordo della nave Città di Milano, partita dalla Spezia per dare assistenza agli esploratori. Lei è Annalisa Coviello, giornalista e scrittrice spezzina, autrice del libro ‘1928; La Spezia al polo Nord’ (edizione Giacche’). Sarà presente anche il radioamatore Bruno Lusuriello con una copia autoprodotta dell’Ondina 33 (la radio che valsa la salvezza dei superstiti della missione polare) con la quale effettuerà un collegamento … a sorpresa.

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