Casagrande e Arbasetti: “Dal Sindaco messaggi carichi di buone intenzioni, ma mancano confronto e partecipazione dei cittadini”.

LA SPEZIA- Il messaggio che il Sindaco di La Spezia ha rivolto ai cittadini sul tema dello sviluppo del territorio può essere interpretato come “buone intenzioni”, naturalmente senza scendere nei particolari, prive del confronto e della partecipazione dei cittadini, ed in alcuni casi non sorretti da contenuti reali per affrontare e realizzare fatti concreti .

E veniamo agli esempi:

  1. Utilizzo Area Enel

L’ultima delibera del Consiglio Comunale è certamente una decisione che va nel senso di legare Enel al territorio cittadino col rischio di mantenere in piedi una parte dell’esistente ed in forte contraddizione con i problemi di ambientalizzazione, preceduti dalla caratterizzazione totale dell’area e, quindi, dal preliminare della bonifica(Conferenza dei servizi del 2012 tenutasi al ministero) .Ovvero pare si voglia “mettere il carro davanti ai buoi”.

  1. Convivenza Porto-Città

Il Comune è stato ed è ancora nel 2018 uno dei firmatari delle verifiche ambientali,in particolare nei quartieri adiacenti al porto commerciale per i quali lo stesso è concausa principale dell’inquinamento ambientale e soprattutto acustico in quanto tale porto è unico in Italia per dimensioni che movimenta i container e merci a poche decine di metri dalle abitazioni. Più volte sia i cittadini che le associazioni ambientaliste hanno richiesto,anche negli ultimi 18 mesi,incontri col Sindaco per fare trasparenza su una situazione territoriale irrisolta da decine di anni. Nessun incontro ad oggi è stato concesso ma è un dato di fatto l’aumento impressionante dell’inquinamento acustico ed atmosferico per motivi aggiunti nelle funzioni di attracco alle banchine portuali ed anche per un’operatività di movimentazione e trasporto container priva molto spesso dell’attenzione e del rispetto dei cittadini residenti. Ora si parla di verifiche e di monitoraggio molto bene ma si deve ricordare che l’Arpal e l’A.P negli anni 2017/2018 non hanno creduto opportuno fare queste verifiche in modo serio per informare Comune e cittadini.

  1. Waterfront

Su questo fronte mare c’è la necessità di mettere la palla al centro e ritrovare insieme e con la condivisione massima un progetto per rinnovare una parte della città ma che non dia per scontata la costruzione di un nuovo molo ma se non è invece meglio attrezzare bene i servizi di accosto sul molo Garibaldi e su Calata Paita in quanto difficilmente sarà sostenibile l’attracco potenziale di 6 navi da crociera e molto difficilmente sarà possibile intervenire sul Molo Italia.

  1. Ospedale del Felettino

Qui entrano in campo le gravi responsabilità della Regione che insieme al comune non hanno fatto che creare problemi come se quest’opera non fosse essenziale per la città che è peraltro capoluogo di provincia e non esiste in Italia un capoluogo privo di struttura ospedaliera. Non pare ci sia la volontà di fare chiarezza e di mettere in atto tutto il possibile per eliminare l’immobilismo che regna sull’argomento. I cittadini di La Spezia si sentono beffati,presi per i fondelli da ormai troppi anni per avere ancora la pazienza di aspettare ma ritengono che sia il momento di passare ad azioni attive.

  1. Il Terzo Lotto della Nuova Aurelia

Dopo mesi di contenziosi con la ditta alla quale era stato assegnato l’appalto pare che si sia ormai vicini alla ripresa dei lavori senza peraltro aver fatto chiarezza ,non tutta per lo meno,sulle responsabilità dei gravi ritardi e dei soliti fallimenti dei dispositivi di appalto che ormai si ripetono come fosse cosa normale sulle opere infrastrutturali della città e su quello della provincia tutta. Forse in concreto occorrerebbe diffondere meno annunci e parlare di più delle certezza esecutive delle opere noi ci siamo limitati a porre degli interrogativi su alcuni annunci generici affrontati sulla stampa cittadina dal Sindaco di questa città e restiamo in attesa sempre di avere con lui un confronto su questi temi cosa che sarebbe auspicabile per dimostrare alla città che è disponibile ad una partecipazione collaborativa ed uno sforzo da parte sua di far partecipare noi tutti alle decisioni che possono cambiare la nostra vita.

Rita Casagrande (Quartieri del Levante) e Franco Arbasetti (V.A.S. Onlus).

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