Lavoratrice Acam licenziata, in arrivo agitazioni e scioperi

LA SPEZIA- Sta tenendo banco ormai da qualche settimana la questione della lavoratrice Acam licenziata dopo una segnalazione dell’Assessore all’Ambiente, Kristopher Casati.

La storia. A settembre Casati si trovava in Via Caporacca per fare un sopralluogo in veste di dipendente di Acam Ambiente, quando ha notato che la lavoratrice accettava, da un venditore ambulante, alcune cassette di legno e plastica; per questo “favore” ha accettato un sacchetto di frutta. Casati e Pagliari, presidente Acam Ambiente, hanno poi seguito la lavoratrice, che ha conferito il materiale senza differenziarlo. Hanno quindi scoperto che era recidiva e Iren ne ha decretato il licenziamento.

Attivazione della protesta. Contro il licenziamento della lavoratrice si sono immediatemente scagliate le opposizioni, che hanno puntato il dito su Casati, giudicato in conflitto d’interessi.

L’incontro in Prefettura. Il giorno 16 ottobre le aziende Acam e Iren hanno tenuto un incontro con i Sindacati, ma non è uscito alcun accordo. Il licenziamento non è stato revocato.

Il punto di vista dei sindacati. Nemmeno le Associazioni sindacali sono d’accordo tra loro, perché CGIL e UIL chiedono il reintegro, mentre CISL è sull’opposta barricata e tra loro sono volate parole grasse.

Lo sciopero. Acam Ambiente, per solidarizzare con la collega, ha indetto uno sciopero il 7 novembre.

La politica. Rifondazione Comunista e Spezia Bene Comune chiedono le dimissioni di Casati o da Acam o dalla Giunta Peracchini.

La questione è ancora aperta, insomma. Casati ha dichiarato che “era lì per lavoro“, che  “se rivedesse la scena, rifarebbe ugualmente la segnalazione” e che, riguardo al licenziamento, “non entra nel merito delle scelte aziendali“. Indubbiamente la posizione di Casati è molto delicata: il suo doppio incarico solleva polemiche già da tempo. Era solo questione di tempo prima che la questione esplodesse del tutto. 

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