L’Associazione “Insieme per i diritti dei nostri figli” chiede alla ASL maggior assistenza per i bambini disabili.

LA SPEZIA- Sono partiti dal Provveditorato per arrivare fino alla ASL5 di Via Fazio, i genitori di bimbi disabili appartenti all’Associazione “Insieme per i diritti dei nostri figli”. L’Associazione è nata due anni fa e ha, tra gli scritti, genitori di bimbi disabili e non, con lo scopo di lavorare per l’integrazione. “Chiediamo” ci dicono “maggiori tutele per i nostri figli disabili, sia a scuola, a livello di insegnanti di sostegno, sia nella Sanità, dove si continuano a tagliare fondi”. La rabbia è aumentata negli ultimi giorni, quando è venuta fuori la notizia di aumenti di stipendio ai dirigenti ASL: “Per questo i soldi ci sono, per noi no“.

Ma qual è il problema? Non ci sono abbastanza specialisti per somministrare le terapie ai bambini disabili. Ogni medico dovrebbe prendere in carico circa 200 bambini e seguirli, ma non ce la fa. Così ai bambini può capitare di seguire una terapia per due, tre mesi e poi restare senza. Terapie che costano fino a 750 euro mensili, se fatte da un privato. E non tutti possono permettersele. “Ci sono mamme che lavorano solo per pagare queste terapie” ci dice Andrea Perrotta, vice Presidente dell’Associazione e padre di quattro figli, tra cui una bimba che ha necessità di terapie e che, fortunatamente, è seguita dalla ASL.

Le risposte? Per ora non ci sono state, la ASL non li riceve, l’Assessore regionale alla Sanità non ha risposto. Maggior fortuna nei Comuni: sia La Spezia che Sarzana e Castelnuovo hanno mostrato sensibilità all’argomento. Lunedì 29 l’Associazione verrà audita in Commissione alle 15.

 

 

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