Comitato NoBiodigestore Saliceti: “Dal sindaco Abruzzo nessuna risposta alla nostra diffida”.

SANTO STEFANO MAGRA- Dalla diffida presentata  al sindaco di Vezzano  da parte dei cittadini del Comitato NOBiodigestore sono trascorsi ben 72 giorni contro i 30 previsti per legge per avere una “parziale  ed inaccettabile non” risposta  dal Sig. Abruzzo, per questo continua la nostra azione legale ed in data 19 ottobre abbiamo presentato al Difensore Civico Regionale la nostra segnalazione, pronti a non fermarci per difendere il nostro diritto alla salute .

Ecco in sintesi i punti :

I sottoscritti cittadini in data 30 luglio 2018  hanno depositato al protocollo del Comune di Vezzano Ligure (protocollo n°9829) una istanza per emanazione del parere sanitario del Sindaco in relazione all’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata all’impianto di trattamento rifiuti in località Saliceti – Vezzano Ligure.

 L’impianto in questione tratta con sistema biologico – meccanico i rifiuti indifferenziati di origine urbana e ha prodotto e continua a produrre emissioni odorigene fortemente impattanti sulla popolazione residenze nelle zone adiacenti.

 In sede di rilascio dell’AIA il Sindaco non ha rilasciato il previsto parere ai sensi del testo unico leggi sanitarie come previsto dal comma 6 articolo 29-quater del DLgs 152/2006.

 Riteniamo, come spieghiamo nella Istanza allegata, che questa lacuna procedurale sia rilevante non solo da un punto di vista formale (legittimità del procedimento di AIA) ma anche perché ha impedito di valutare l’impatto sanitario dell’impianto in questione e quindi avviare anche una eventuale revisione dell’AIA secondo quanto previsto dal comma 7 articolo 29-quater del DLgs 152/2006.

 Nonostante siano stati superati abbondantemente i 30 giorni richiesti dalla Istanza per la risposta del Sindaco, quest’ultimo in data 12 ottobre 2018  ha inviato una comunicazione ai sottoscrittori della Istanza che non costituisce una risposta ma solo un copia e incolla di un parere della Provincia della Spezia .

 Fermo restando il modo irrituale della risposta del Sindaco in quanto l’istanza  era rivolta a chiedere l’esercizio di una funziona che la legge riconosce precipuamente al Sindaco come Autorità Sanitaria presente nel territorio rileviamo che la nota della Provincia contiene affermazioni  che costituiscono a nostro avviso una lettura non corrispondente al dettato normativo.

 In particolare vogliamo sottolineare come la Provincia per giustificare la omissione del Sindaco arrivi a sostenere ciò che a nostro avviso non corrisponde al dettato della legge e oltretutto esercitando una funzione che non gli compete in quanto come è noto la dichiarazione di insalubrità di una industria rientra nelle funzioni del Sindaco supportato dall’ASL territorialmente competente.

Non solo ma volendo restare al dettato normativo in materia gli impianti che trattano rifiuti (a prescindere dalla tecnologia usata) rientrano nella classificazione delle industrie insalubri di prima classe.  Infatti per classificare una industria insalubre di prima classe occorre verificare tre parametri:

Sezione A): le sostanze chimiche utilizzate nella attività industriale

Sezione B): i materiali e prodotti trattati nel ciclo produttivo

Sezione C): la tipologia di attività e impianto

Ora il punto 100 della sezione B) dell’elenco delle industrie insalubri di prima classe (ex DM 5/9/1994) prevede tra i prodotti e materiali il cui utilizzo comporta la dichiarazione di industria insalubre di prima classe proprio i “rifiuti solidi”.

 Non solo ma la dichiarazione della Provincia della Spezia di non considerare l’impianto di trattamento meccanico biologico di rifiuti come industria insalubre non solo non è vera e non spetta alla Provincia ma  è finalizzata a dimostrare la non necessità del Parere Sanitario del Sindaco quindi a rimuovere un obbligo di legge ben definito dal testo unico ambientale e dalla giurisprudenza in materia.

Prima di tutto il Parere Sanitario che deve rilasciare il Sindaco, nel caso disciplinato dal comma 6 articolo 29-quater DLgs 152/2006, non riguarda tanto le industrie insalubri ma gli impianti assoggettati ad AIA a prescindere siano dichiarati insalubri. Il fatto che si citi l’articolo 216 è solo per richiamare il fatto che il Sindaco entra in gioco nella procedura di AIA non come rappresentante del Comune ma come Autorità Sanitaria sul territorio Comunale. Se così non fosse la normativa dovrebbe prevedere il parere del Sindaco anche nelle altre procedure autorizzatorie (Autorizzazione Unica Ambientale, Autorizzazione unica impianti da fonti rinnovabili e assimilate, tanto per fare due esempi) quando entrano in gioco industrie insalubri, cosa che non è.

In secondo luogo se è vero che secondo una certa giurisprudenza il rilascio dell’AIA supera la normativa delle industrie insalubri è altrettanto vero che detta giurisprudenza afferma che affinchè il rilascio dell’AIA abbia questo effetto occorre che venga esercitata la funzione del Sindaco in materia di rilascio del Parere Sanitario ai sensi del comma 6 articolo 29-quater più volte citato in precedenza in questo post. Infatti “il legislatore  ha previsto un coordinamento fra le due  discipline, imponendo all’autorità che rilascia l’A.I.A. di acquisire, in sede di istruttoria, le “prescrizioni del Sindaco di cui agli articoli 216 e 217 del regio decreto 27 luglio 1934 n°1265”, ovvero del citato TULS in materia di industrie insalubri, e di tenerne conto nel rilascio dell’autorizzazione;”  (TAR Lombardia (BS) Sez. I sent. 1767 del 12  Dicembre 2008).

Quindi come ben chiarisce questa sentenza il Parere del Sindaco all’interno del rilascio dell’AIA si « impone » ex lege ed è quindi obbligatorio tanto più se l’industria in questione è classificata insalubre

 Per quanto significato i sottoscritti firmatari della istanza del 30 luglio c.a. chiedono, a sensi degli articoli 6 e 7 della Legge Regionale 17/1986, al Difensore Civico un tempestivo intervento sul chiaro inadempimento del Sindaco del Comune di Vezzano Ligure nonché sull’esercizio di una funzione da parte della Provincia non rientrante nelle sue competenze e volta a rimuovere una omissioni del primo rappresentante della Amministrazione Comunale di Vezzano Ligure.

Comitato NOBiodigestore Saliceti

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