Soppressione del Parco di Montemarcello, in Commissione coro unanime di No.

GENOVA- Coro unanime di no in Commissione alla proposta di soppressione del Parco di Montemarcello. Tutte le associazioni intervenute, senza eccezioni, hanno manifestato la più totale contrarietà a una Proposta di legge, quella targata Costa, che ha al suo interno chiari profili di incostituzionalità, in quanto scavalca la competenza statale in materia di gestione delle aree naturali, in contrasto con la legge quadro nazionale 394/1991. Un principio ribadito anche da una sentenza della Corte Costituzionale del 2011.

Il Parco non è una semplice etichetta ma un vero e proprio presidio paesaggistico e naturalistico che, se messo in condizioni di funzionare, fa da scudo alla illegalità e può diventare l’ente utile al rilancio sostenibile dei territori, oltre a rappresentare il collettore naturale dei comuni per accedere ai fondi europei, in particolare il Psr. Invece che l’assurda soppressione, si valuti semmai l’allargamento, attraverso l’inclusione della Marinella e l’ipotesi di creazione del parco interregionale Liguria-Toscana già promossa con forza dal MoVimento 5 Stelle: un parco, quest’ultimo, basato su reali criteri di omogeneità territoriale, ecologica e di bacino orografico e capace di incrementare esponenzialmente le risorse a disposizione dei territori interessati.

La Liguria è e deve continuare ad essere terra di parchi efficienti, funzionanti e finanziati, anche grazie all’utilizzo di un fondo di rotazione regionale di immediata spendibilità e in grado di attrarre ulteriori finanziamenti. Oltre a scongiurare la sciagurata chiusura del Montemarcello, torniamo a valorizzare gli altri enti parco esistenti, secondo la loro vera mission: applicare, cioè, metodi di gestione e restauro ambientale, salvaguardia dei valori antropologici, storici, architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali e tradizionali, difesa e ricostruzione degli equilibri idrogeologici e promozione di attività di educazione, formazione e ricerca scientifica, anche in un’ottica turistica di qualità.

Marco De Ferrari e Alice Salvatore, portavoce MoVimento 5 Stelle Liguria

Altra levata di scudi contro la proposta di Costa e De Paoli per abrogare il Parco di Montemarcello-Magra-Vara. Questa mattina nella Commissione Territorio della Regione Liguria si è discusso ancora del Parco e delle opportunità per il territorio e il giudizio negativo sul testo del disegno di legge è stato unanime. Non solo le associazioni ambientaliste ma anche la stessa ARPAL si mostra contraria alla soppressione del Parco. I tecnici hanno evidenziato quanto quel territorio sia importante dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Nella piana del fiume Magra e Vara nidificano specie avicole protette mentre le loro acque ospitano esemplari ittici unici in tutta Italia. Anche alla domanda di Costa se non fosse meglio investire su ARPAL risparmiando risorse oggi destinate su altri Enti, col chiaro riferimento al Parco Regionale dello spezzino, non vi sono stati dubbi.

Per i tecnici l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha compiti totalmente differenti nella tutela del territorio. ARPAL misura, fa rilievi, controlla, colleziona dati e li analizza. Il Parco invece ha il compito fondamentale di programmare e progettare, anche sulla base di quei dati, azioni per tutelare e valorizzare un territorio vasto che va ben oltre i confini comunali, in una visione più organica e complessiva. Anche per ARPAL il Parco del Magra non va solo mantenuto in vita ma bisogna investirvi di più di quello che si fa oggi. Anche le Associazioni e i Comitati vanno in questa direzione. Legambiente, per esempio, ha posto l’accento sulle opportunità di sviluppo turistico e agricolo che il Parco del Magra potrebbe avere anche come collettore di finanziamenti europei. Risorse fondamentali che un Comune, in solitaria, non sarebbe mai in grado di intercettare. Puntuale e preciso anche il Comitato Sarzana che Botta che ha smontato, con chiarezza, tutti i pretesti che Costa da mesi tenta di addurre per avvalorare la sua proposta. Le battute di caccia selettive nel Parco si possono fare, col giusto controllo, ma, ricorda il Comitato, con la consapevolezza che il problema cinghiali arriva, anche e soprattutto, da territori ben lontani dalle aree protette: le colline in primis. Anche la raccolta di legname morto è permessa, ed è stato ribadito. La pulizia del fiume si può fare, dunque, ma nel pieno rispetto del suo habitat. In tutti questi mesi di discussione notiamo un isolamento totale di Costa e De Paoli.

Abbiamo ascoltato molti soggetti e non è ancora successo che qualcuno si esprimesse a favore dell’abrogazione del Parco del Magra. Forse sarebbe più opportuno che il Consigliere Costa ritirasse la sua proposta e si lavorasse per migliorare e potenziare il Parco.

Francesco Battistini

Consigliere regionale

Rete a Sinistra/liberaMente Liguria

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