Un libro? Perché no. “La testa degli Italiani”, di Beppe Severgini. Recensione a cura di Annalisa Serafini

La testa degli italiani è la macchina più complessa del mondo”- spiega Beppe Severgnini in questo libro, uno dei più intelligenti ed ironici della sua ampia produzione editoriale.

L’Italia vale un viaggio: basta cercare un’occasione e Beppe Severgnini l’ha trovata. Un viaggio attraverso l’Italia in compagnia di un amico immaginario straniero, che in 10 giorni porta in giro per il Belpaese, partendo dall’aeroporto di Milano. Da qui viene “tradotto” o meglio gli viene spiegata la nazione Italia: “un paese sospeso tra l’orrore e il folclore” spiega l’autore all’amico straniero immaginario. Ci sono in Italia regole imperscrutabili della strada (“le strisce pedonali servono come decorazione ornamentale, non certo per i pedoni”) l’anarchia disordinata di un ufficio, i treni chiassosi dove è la regola sbraitare a un cellulare, la rassicurazione sensuale d’una chiesa cattolica-romana, l’importanza di una spiaggia per le famiglie del Sud che la usano per il bagno in estate, pranzo e cena in inverno, il tifo degli stadi (già perché “l’Italia la domenica è il paese delle tre C: casa, chiesa,calcio“) e l’affollamento in camera da letto (moglie, marito, amante), le ossessioni verticali dei condomini e la democrazia trasversale del soggiorno (anzi: del tinello, dove esporre foto dei nipoti, le tazzine da caffè, la gondola di Venezia ed i ricordi di viaggio fra kitsch e ridicolaggine). Già, perché cercate di mettervi nella testa di uno straniero: lasciato solo da Trenitalia fra scioperi o ritardi, senza trovare mai un ufficio informazioni, le persone in strada che (in pochi) parlano un po’ di inglese maccheronico (giusto per dirti che a Pisa esiste una torre che pende o che a Milano c’è un famoso Duomo di Milano), il non avere bagni pubblici per cambiare il pannolino ai bambini, il non sapere che il biglietto del treno va timbrato, anche se hai la data stampata sopra e sono 15 euro di multa. Dieci giorni, trenta luoghi da Nord a Sud, da Est a Ovest….passando per gli stereotipi del Belpaese come la bellezza della campagna toscana, il mare della Sardegna, i canali nebbiosi di Venezia oppure come è buona la pizza a Napoli.
Già perché l’Italia è un paese unico al mondo, non fosse per il fatto di “aver dato i natali a Botticelli e Berlusconi” spiega il giornalista cremonese.
Dal cibo allo sport, dai recinti della morale allo zoo della televisione, dal gesticolare degli italiani, (che parlano con le mani e poco con le parole), dalle vasche del sabato pomeriggio, ai gelati in estate e lo shopping compulsivo di adolescenti e di mamme non più adolescenti.
Un’esplorazione ironica, piena di battute e humour, metodica e sentimentale che aiuterà il lettore a capire perché – scrive l’autore – “l’Italia ci manda in bestia e in estasi nel raggio di cento metri o nel giro di dieci minuti”. Avanti, dunque. E coraggio. Come dice Severgnini al suo ospite: “Are you ready for the Italian jungle?”

Buona lettura!
Annalisa Serafini
E-mail: annalisaserafini@libero.it

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