Parco di Montemarcello, interviene Andrea Costa.

GENOVA- Il parco di Montemarcello Magra Vara continua ad animare il dibattito in Consiglio regionale: Andrea Costa (Liguria Popolare- Noi con l’Italia), presidente della III Commissione e primo firmatario della proposta di legge che chiede l’abolizione dell’Ente Parco, ha chiesto e ottenuto che nella IV Commissione Ambiente-Territorio, presieduta da Giovanni De Paoli, siano ascoltati anche i sindaci dei Comuni il cui territorio ricade nell’area protetta. «Ritengo che la questione richieda un dibattito approfondito e sereno sulle attività svolte dal Parco. Io – aggiunge – non ho mai personalizzato la mia battaglia per l’abolizione di questa area protetta, non ho mai contestato il presidente Tedeschi, ma ho messo in discussione l’utilità dell’ente stesso e credo che il confronto, e non lo scontro, sia l’essenza della politica, al di là delle rispettive opinioni».

Costa sottolinea: «Sono passati 18 mesi da quando ho presentato questa proposta di abolizione eppure, in tutto questo tempo, l’ente non ha presentato alcun progetto concreto di riforma. Sfido chiunque a dimostrare che quel territorio sia oggi più fruibile di quando il parco non c’era. Sfido chiunque – aggiunge – a dimostrare che la problematica dei cinghiali non sia aumentata con l’abbandono, di fatto, di quell’area protetta e non mi stancherò mai di ripetere che la sua abolizione favorirebbe il presidio del territorio e la presenza dell’uomo, anche attraverso uno sviluppo armonico delle attività agricole che, invece, in questi anni sono state fortemente condizionate dai vincoli imposti dal parco. Chi parla di un’eventuale cementificazione in seguito all’abolizione del parco – avverte – mente sapendo di mentire! Esistono norme regionali che tutelano l’ambiente, il territorio e la biodiversità, anche senza parco».

Rispetto alle polemiche sollevate dai consiglieri regionali Michelucci e Lunardon sulla sua proposta di legge, Costa ribatte: «Invito i colleghi consiglieri ad approfondire la materia perché la mia proposta di legge presuppone, riguardo al trasferimento del personale dell’ente, che la gestione delle aree protette passi di competenza alla Provincia a cui verrebbero, dunque, trasferiti i dipendenti del parco».

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