Un libro? Perché no. “Open”, di Andre Agassi. Recensione a cura di Annalisa Serafini.

Che esistano libri carichi di bellezza era una cosa che sapevo, da buona lettrice forte ne ho un enorme bagaglio e in continuo aggiornamento. Ma che esistessero libri così appassionati, veri, onesti e perfetti da diventare una sorta di messaggio di pace e libertà, non ci avrei creduto!

Già perché la bella autobiografia del famoso tennista americano Andre Agassi (scritto con il Premio Pulitzer, J.R. Moehringer) ti porta in un’altra dimensione dello sport e della vita di un uomo, che è stato ed è sotto i riflettori di tutto il mondo.
Chi di voi avrebbe mai lontanamente pensato che il piccolo Andre, nato e cresciuto a Las Vegas, odiasse il tennis con tutto se stesso, e sognasse, come tutti i ragazzini, una carriera da portiere di calcio? Gli amici, le trasferte, i genitori urlanti in tribuna… invece la vita fu subito ostile verso di lui. Mostrandogli amarezze, delusioni, rinunce fin da piccolo. Nato da padre iraniano, boxeur fuggito dalle Olimpiadi di Londra verso il sogno americano, riversa nel figlio le sue frustrazioni, la sua sofferenza per una vita di miseria e di una casa fatta di metallo e cartoni. E come si vive senza soffrire la fame? Si toglie il figlio dal calcio e dai compagni, si trasforma un vecchio taglia erba in una macchina spara palline a ripetizione (che il piccolo Agassi chiama “il Drago“) lo si costringe a tirare 2000 palline in giardino ogni giorno, dopo la scuola, domenica riposo. Ma il libro è molto altro: credete dalla TV che vincere i grandi tornei sia facile? Che ogni coppa alzata sia una soddisfazione? Vi sbagliate!

Agassi si mette a nudo in modo umile ed onesto, distruggendo il mito del campione sportivo tutto glamour, soldi, donne e paparazzi. Ogni torneo o gara tennistica richiede mesi di duro lavoro: allenamenti asfissianti, diete rigidissime, ore di sonno perse, evitare ogni tipo di svago, isolarsi con i tuoi coach e massaggiatori. E quando venendo da una famiglia poverissima ti trovi dall’oggi al domani una card della Nike per acquisti illimitati in ogni parte del mondo, il risultato è che non puoi più tirarti indietro dal grande slam del tennis. “Ogni dritto era un dolore lancinante, così forte che dopo ogni incontro dovevo dormire sul pavimento per giorni interi per sopravvivere ai dolori muscolari ed alla schiena” racconta senza pudore l’autore.

Ovviamente è il lato umano del campione che più colpirà il lettore e, non lo nascondo, a tratti mi ha commossa. Agassi fin da subito ci confessa qualcosa che spiazza: “Io odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare”.
Ad Agassi è stata rubata l’infanzia, l’adolescenza ed è successo sotto la luce dei riflettori. Durante tutto il libro, la sua carriera, ripercorre il rapporto con i giornalisti, le bugie che loro hanno detto su di lui, le bugie che lui ha raccontato a loro, i conflitti, le conferenze stampa obbligatorie, gli sponsor, ansia di dover vivere come sotto un “regime” dittatoriale. E poi non nasconde nulla di se stesso: la famiglia, l’amore ed il matrimonio disastroso con attrice Brooke Shields (che darà il via al binomio sportivo famoso-attrici-modelle), i falsi amici, i rivali in campo, i viaggi di 10 ore in aereo e poi finalmente amore vero per la collega tedesca Steffi Graff, con la nascita di due figli. Con lei ha fondato (ed il libro al termine mostra contatti e fotografie) una fondazione per finanziare i ragazzi poveri che non possono pagare le alte tasse delle università americane.
Come dicevo, un libro davvero sorprendente di cui – sono sicura – a lettura ultimata farà riflettere sulla realtà del tennis, dello sport, ovvero su quello che a volte è visto come oro, ma non sempre luccica di soldi o successo.

Buona lettura!
Annalisa Serafini
E-mail: annalisaserafini@libero.it

Advertisements