Comitati e Associazioni ambientaliste contro l’utilizzo del gas nell’area Enel.

LA SPEZIA- Le associazioni e i comitati firmatari di questo comunicato esprimono la propria contrarietà a quanto è uscito ieri sera dal Consiglio Comunale spezzino (ordine del giorno approvato) che, nel suo punto cardine esprime esattamente questo testo: il Consiglio Comunale (…) impegna il Sindaco e la giunta (…) a richiedere la permanenza di Enel con eventuali tecnologie non inquinanti come
l’utilizzo del gas e comunque da verificare nell’apposita commissione comunale”.
Adesso, a parte il fatto di dover informare i signori consiglieri che hanno votato questo ordine del giorno che l’utilizzo del gas non è affatto una tecnologia non inquinante, l’odg è profondamente sbagliato proprio perché l’occasione data dalla dismissione dell’utilizzo del carbone e dell’olio combustibile -annunciata nel 2021 come misura non dovuta a scadenze di legge ma a precise strategie energetiche di Enel – dovrebbe e deve significare l’apertura di nuovi paradigmi verso le energie rinnovabili, l’efficienza energetica, le tecnologie davvero non inquinanti.
Il metano è sicuramente una fonte inquinante minore, ma il suo impiego dovrà essere necessariamente di transizione è rivolto verso quegli usi (automobili, trasporto pubblico, riscaldamento, finanche Navigli commerciali e turistici) che possono garantire un minor impatto nelle emissioni.
Anche alla luce di questo odg, che ha visto coinvolto non tutto il Consiglio Comunale, ma solo la sua maggioranza, è ora più che mai davvero importante che venga ripristinato il tavolo di confronto sul destino delle aree Enel, tavolo di confronto con TUTTA la città, e che vengano messe in campo davvero tutte quelle indagini, epidemiologiche e sanitarie, atte a valutare le conseguenze passate e
presenti legate all’attività della centrale.
È davvero singolare che, di fatto, l’unica proposta uscita da questo odg sia l’uso del gas quando:

1) Nel referendum del 1990 la città si espresse per la dismissione del sito nel 2005, cosa che avverrebbe parzialmente e nel 2021.
2) Nello stesso referendum l’uso del metano era visto come combustibile di transizione
3) Che la sezione a turbogas, nata dopo l’accordo che portò al decreto ministeriale del 1998 che consentì quello che è l’assetto della centrale, è stata usata in maniera residuale ( ed è dir poco).
4) Che non vi sono considerazioni sullo stato di attuazione delle prescrizioni date dall’AIA del 2012, che ha autorizzato la centrale come minino fino al 2021 se non addirittura oltre il 2028, secondo le modifiche legislative intervenute dopo.
Riteniamo inoltre un eccesso di zelo singolare che la proposta del gas non venga da Enel ma dal Consiglio Comunale ( a maggioranza).

Ripetiamo: la nostra proposta è che del futuro ( e del presente) dell’area Enel se ne faccia un progetto di sviluppo delle energie alternative e dell’efficienza, per uscire una volta per sempre dalla fase dei fossili.
Italia Nostra La Spezia
Legambiente La Spezia
Vas
Comitati del Levante cittadino

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