Oltre 24 milioni di euro per ricollocazione Marine e Molo Pagliari: occorre una verifica.

LA SPEZIA- Il porto commerciale container di La Spezia con l’utilizzo di ben 1.600.000 mq di retro porto e di circa 600.000 mq di costa dislocata in circa 2,5 Km sempre di più movimenta,per la maggioranza,container vuoti o mezzi vuoti,destinando così sia le banchine portuali che il retro porto ad una destinazione d’uso di parcheggio container vuoti.

Lentamente pare questo sia il nostro destino portuale,illuminato solo e tratti dalle navi da Crociera ma anche qui si richiederebbe un miglioramento organizzativo che sarebbe certo importante per la prevenzione ambientale.

Eppure di fronte ai limiti della sostenibilità l’Autorità Portuale dimostra la sua miopia,sia presente che futura,indicando uno sviluppo portuale sovradimensionato sui container come soluzione per la città ed il territorio.

Pare che si sia chiusa in se stessa ed intenzionata a fare danni irreversibili sul nostro mare e sul nostro territorio senza valutare che il nostro P.R.P. 2000/2010 è scaduto e che si dovrebbe rivisitarlo seriamente ma sino ad oggi nessun passo indietro,nessun segnale di umiltà e di ascolto dei cittadini da parte di questa A.P .

Insomma come conseguenza continua a sostenere progetti sciagurati come quello sul Molo Pagliari, con notevoli aumenti di costi e di conseguenza sperperio di denaro pubblico senza avere a suo tempo,e continuando a non farlo oggi,valutato alternative progettuali meno costose e più funzionali per la mitilicoltura, per i concessionari delle aree marittime,per i borghi storici del levante e per la città.

Ed è per questo che i quartieri del levante continuano ad insistere con le istituzioni affinché attivino una seria verifica sia sulla regolarità delle procedure sia per ciò che riguarda la proporzione tra costi e benefici.

Per il Coordinamento dei Quartieri del Levante Rita Casagrande
Per  V.A.S. Onlus Franco Arbasetti

 

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