Mazzini e biblioteche spezzine. Centi: “Serve una visione per il futuro”

LA SPEZIA- Roberto Centi, Consigliere comunale LeAli a Spezia e docente, interviene sulla Biblioteca Mazzini e sul sistema spezzino delle biblioteche: “Dovremo aspettare ancora più di tre mesi per vedere riaperta la Biblioteca Mazzini: i lavori, se va bene, termineranno entro la fine dell’anno, con un aggravio di spesa del 14%. Ultima tegola l’insonorizzazione del locale caldaia, che si aggiunge all’adeguamento degli impianti e all’acquisto di arredi e attrezzature su misura. Al di là del fatto che l’Assessore Asti in un articolo del 10 maggio scorso dichiarava imminente la riapertura della Mazzini, non si può tacere che la situazione delle Biblioteche spezzine è preoccupante e che l’utenza è in grave difficoltà. La nuova Beghi è sovraffollata, soprattutto nei periodi degli appelli universitari e dell’attività scolastica e, nonostante l’eccellente aspetto estetico, dà qualche problema di acustica; gli spazi della Palazzina delle Arti e della Mediateca sono più che altro sale di lettura, in quanto ospitano volumi e materiale su tematiche e periodi limitati, come sa chi abbia competenza in materia. Urgono soluzioni a lungo e breve termine. Nel breve, si potrebbe mettere a disposizione degli utenti l’edificio ex Fi.Tram attiguo alla Beghi (ampio e luminoso), noleggiando apparecchi da riscaldamento temporanei e trovando le risorse in capitoli di spesa francamente spropositati, come i 200.000 euro previsti per le luminarie natalizie. Per aprire invece veramente al futuro, come dovrebbero fare un Assessorato e un’Amministrazione che vogliano investire nella sostanza e non nella forma delle cose, bisogna avere chiaro che il problema biblioteche non si esaurisce negli edifici e nemmeno nei libri della Mazzini (140.000, dei quali ben 30.000 sono stipati in un magazzino vicino a Modena e non troveranno più spazio per gli interventi effettuati). Il vero problema è la mancanza ormai drammatica di personale, visto che solo negli ultimi due anni sono andate in pensione otto persone tra bibliotecari e funzionari e che quindi servirebbero subito assunzioni di figure specializzate, di amministrativi e ausiliari. L’Assessore Asti dice invece, a fronte delle richieste di aprire per un numero adeguato di ore, che si sta pensando di ridurre gli orari e di utilizzare dei “volontari”. Sarebbe come dire che facciamo curare l’epatite da un esperto di storia della medicina invece che da un medico. Non funziona così, anche quando si dice che le risorse economiche sono scarse. Si sono assunti finora quasi solo agenti di Polizia municipale per la percezione, giusta o sbagliata che sia, di mancanza di sicurezza e per i diktat della Lega, che tanto pagano in termini elettorali. Si inverta la tendenza, si investa sulla cultura e su luoghi di aggregazione seri e concretamente fruibili per i nostri concittadini, specie per i nostri ragazzi e per le nostre eccellenze universitarie. Non bastano le connessioni a Internet se non ci sono i libri e il personale adeguato. La ricerca e lo studio hanno bisogno di spazi e di volumi che siano a disposizione di chi legge, del suo bisogno di approfondire e di progettare. Vogliamo un sistema bibliotecario efficiente e completo e una Amministrazione che faccia crescere il livello collettivo di cultura e di cittadinanza: verranno risolti molti altri problemi, anche di sicurezza e di convivenza. Ma si sa, bisognerebbe avere una visione ampia dei problemi e dei contesti. E questa non sempre c’è.”

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