CI DIVERTIAMO…..SOPRATTUTTO SE SI VINCE di Marcello Delfino

La Spezia, 6 settembre 2018

Se la promessa era quella di farci divertire, dopo Spezia-Brescia non possiamo certo essere delusi.

Stiamo attenti, però, perché troppo divertimento qualche volta fa male, soprattutto se poi, magari, alla fine si divertissero più gli altri, visto che, diciamo la verità, si diverte davvero solo chi vince.

D’altra parte la giustizia pedatoria, ammesso che esista, ci ha restituito quello che ci aveva forse tolto a Venezia.

Le due prime partite di campionato potevano ragionevolmente finire con due pareggi, senza scontentare nessuno, anche se noi siamo più contenti così: meglio tre punti di due.

Ed il successo sul Brescia, comunque meritato, è stato come la ciliegina sul pasticcino nel senso che ha ridato brillantezza e vivacità, soprattutto per il morale, ad un ambiente che era tornato da Venezia con un carico di depressione inatteso.

La forza e la determinazione messa in campo dai ragazzi, al di là di meriti e demeriti, è il sintomo, tutto positivo, che anche quest’anno si potrà contare su di un gruppo compatto e determinato all’interno del quale i “veterani” hanno già dimostrato di sapere ricreare lo spirito giusto, presupposto fondamentale per qualsiasi risultato.

Anche dalle interviste del dopo-partita è emerso un clima di solidarietà e cameratismo che darà la necessaria sostanza morale alle qualità tecniche che questa squadra ha già dimostrato di potere vantare.

E’ soprattutto con l’aiuto dei compagni, oltre che grazie al necessario contributo dei tecnici, che le lacune si colmano, le qualità si valorizzano, i musi lunghi si rasserenano.

Per fare un po’ i tenici, e se no che gusto ci sarebbe, diciamo che, dopo Venezia, i progressi sono arrivati puntuali, anche se su qualche difficoltà sarà necessario lavorare ancora.

La difesa conferma tutta la sua solidità, ma sembra soffrire le lacune di un centrocampo che, col Brescia come a Venezia, ha mostrato una insufficiente capacità nella fase di interdizione ed una complessiva mancanza di organicità e qualità.

Ricci deve ancora crescere nel doppio impegnativo ruolo di diga protettrice della difesa e di iniziatore della ripartenza e le sue difficoltà ne determinano un concentrato di nervosismo e fallosità che col raggiungimento della migliore forma ci auguriamo sarà sicuramente superato.

Per quanto riguarda Mora, l’indiscutibile impegno e l’ineccepibile generosità che lo vedono ovunque e, talora, anche nel giusto inserimento in attacco, sono direttamente proporzionali con una quantità di errori, anche elementari, che indispettiscono il pubblico che da lui, a torto o a ragione, si aspetta ben altro.

Se De Col ha disputato col Brescia una delle sue migliori prestazioni con la maglia bianca, il suo dirimpettaio a sinistra ha bisogno ancora di qualche tempo perché si possano esprimere nei suoi confronti giudizi motivati.

Gli esterni alti sono il fiore all’occhiello della squadra: Pierini, straordinario, va solo tenuto con i piedi per terra e i ragazzi di colore, Gyasi e Okereke, sembrano comunque capaci di dare in futuro un contributo importante, anche impiegati in ruoli diversi nell’ampio settore dell’attacco.

Attendiamo, fra l’altro, Bidaoui per completare un gruppo di laterali che si fa davvero interessante.

Di Galabinov non c’è nulla da scoprire, c’è solo da utilizzarlo per il meglio, sia da sponda per gli inserimenti dei compagni che sopraggiungono da dietro, sia per la sua potenza, di testa e di piede, che bisognerà consentirgli di esprimere in area da rigore.

Insomma sembrerebbe che la quadratura del cerchio passi per un centrocampo maggiormente convincente e capace di dare il giusto equilibrio ad una squadra che sembra avere le qualità giuste proprio per fare divertire.

Ma, come più volte detto, siamo in buone mani e siamo certi che ci divertiremo.

D’altronde, si sa, a Spezia non piace vincere facile, se non si soffre un po’ non si riesce neppure a dimenticare, almeno per quei novanta minuti, guai e preoccupazioni quotidiane.

Ben inteso che, sia chiaro, se si vince ci si diverte di più.

Marcello Delfino

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