Festival della Mente, il successo dell’iniziativa e le polemiche (di Giuseppe Rudisi).

SARZANA- Cala il sipario sull’edizione 2018 del Festival della Mente di Sarzana. Anche quest’anno, nonostante allerta meteo e qualche acquazzone, si supereranno le 45.000 presenze di un pubblico attento ed esigente, sempre pronto a cogliere contenuti e significati di ogni evento o spettacolo.

È stata una vera invasione di spettatori italiani e stranieri. Hanno affollato le vie del centro cittadino riempiendo bar e bistrot, trasferendosi da una location all’altra per assistere a quegli spettacoli dove erano riusciti a procurarsi con congruo anticipo il biglietto, oltre la metà degli eventi, erano sold out già prima dell’inaugurazione.

In attesa dei dati ufficiali di questa quindicesima edizione del Festival resteranno indelebili gli oltre dieci minuti di standing ovation tributati ai tre interventi di Alessandro Barbero che ci ha edotti sui retroscena e gli effetti dell’entrata in guerra dell’Italia nella prima guerra mondiale, le testimonianze delle giovani scrittrici Maryam Madjidi e Kamila Shamsie, reduci dai loro successi internazionali suggellati da prestigiosi premi. Tra gli spettacoli rimarrà indelebile la magia delle gesta di Carlo Magno, Angelica, Rinaldo e dei Paladini di Francia animata dal “cuntastorie” siciliano Mimmo Culicchio nonché Il Trio Malinconico dove lo scrittore Diego De Silva ha alternato brani musicali alle letture di alcune sue opere.

Non è mancata una coda polemica sulla gestione del festival che sembra presentare, nella scelta degli eventi, un colore politico troppo marcato non più in linea con la nuova maggioranza che governa Sarzana e il resto della Regione. Si invoca, per la prossima edizione, una scelta di eventi più gradita ai nuovi amministratori. Difficile, per fare qualche esempio, dare un colore politico alle conferenze notturne di Alessandro Barbero gremite in ogni ordine di posto, o ad un’analisi dei nuovi miti presentata dal direttore del Censis, oppure alla frizzante relazione della scrittrice e psicoterapeuta Esther Perel, tradotta in 25 lingue e celebre per i suoi gettonatissimi Ted Talks statunitensi che ha spiegato perché oggi le coppie si tradiscono e quali possono esserne i rimedi.

Orientare le scelte di chi, fino ad oggi, ha assicurato al festival un’elevata e variegata qualità di conferenze, in funzione del colore politico della giunta, qualunque essa sia, non può che minare nelle fondamenta una formula, di successo, ancorché migliorabile, perdendone in attrattività e prestigio. È bene ricordare che il suo format è facilmente replicabile ed esportabile altrove. È facilmente intuibile che 45.000 presenze a fine stagione farebbero gola a molti sindaci di altre realtà territoriali.

Giuseppe Rudisi

Advertisements