Macellazione islamica, Pucciarelli (Lega Nord) chiede eliminazione della deroga allo stordimento.

ROMA- «Ho preparato una proposta di legge per eliminare la deroga allo stordimento, prevista nel nostro ordinamento giuridico, per la macellazione rituale musulmana e  ebraica. In un Paese civile non possono esistere deroghe alla tutela dei diritti degli animali».
Lo ha dichiarato la vicepresidente dei senatori della Lega Stefania Pucciarelli, intervenendo nel dibattito sulla macellazione rituale in occasione delle celebrazioni della festa musulmana del sacrificio, che si tengono in questi giorni.
«A differenza dei nostri sistemi di macellazione – spiega Pucciarellila macellazione rituale prevede lo sgozzamento e il dissanguamento dell’animale senza stordimento alcuno. Si tratta di un processo estremamente lento e doloroso, che viene meno a tutte le tutele riconosciute dagli ordinamenti, nazionali e internazionali, per gli animali in fase di abbattimento o macellazione. In nome della libertà di religione, infatti, dal 1998 l’Italia consente la pratica della macellazione rituale senza stordimento, mentre in altri Paesi europei come Svezia, Norvegia e Svizzera questa pratica non può prescindere, come tutti gli altri processi di macellazione, dall’incoscienza ante mortem dell’animale. Infatti in queste nazioni le comunità musulmane e ebraiche hanno riconosciuto le istanze etiche e giuridiche, in materia di diritti degli animali, con cui gran parte dell’opinione pubblica si identifica, riuscendo a coniugare la loro tradizione con il progresso civile. Purtroppo in Italia, sebbene negli ultimi anni si sia levata da più parti la richiesta di annullamento della deroga, siamo ancora indietro a causa dei passati governi a trazione Pd, che, pur di strizzare l’occhio all’Islam, hanno permesso il proliferare di comunità musulmane oscurantiste e sdoganato una pratica barbara e brutale come la macellazione rituale senza stordimento. È arrivato il momento, anche in Italia, di legiferare  affinché di fronte allo Stato tutte le religioni riconoscano gli stessi imprescindibili principi di civiltà, buonsenso e, in questo caso, di tutela degli animali».

Advertisements