Le barriere antirumore in Viale San Bartolomeo sono inefficaci.

LA SPEZIA- I cittadini dei Quartieri del Levante adiacenti al porto commerciale assistono preoccupati dalle scelte dell’autorità portuale di sistema del mar ligure orientale che produce iniziative e palliativi con appalti per l’esecuzione dei progetti riguardanti la prevenzione per la tutela della salute dei cittadini. Il riferimento prioritario riguarda dopo 12 anni la mancata realizzazione della fascia di rispetto per la mitigazione dell’inquinamento acustico ed atmosferico,richiamo prioritario contenuto nella legge urbanistica del P.R.P (approvato 19-02-2006) e la superficialità con cui l’Autorità Portuale tiene in considerazione questa necessità fondamentale e prima delle fasi legate allo sviluppo del porto-containers unico nel suo genere in tutta Italia.

Si assiste infatti in queste giornate alla messa in opera di pannelli di legno truciolato lungo il tratto di viale san Bartolomeo con altezze variabili tra i 4,50 e i 6,50 metri circa il tutto preparatorio per altre fasi operative portuali ma inutili ed inefficaci per la salvaguardia della salute dei cittadini,per la mitigazione e per riportare sui livelli di legge l’inquinamento acustico ed atmosferico considerata l’altezza dei palazzi di 7 piani:insomma si continua a non capire che come recita il P.R.P vigente il sovradimensionamento  di un progetto funzionale deve prevedere l’allontanamento delle attività portuali e la movimentazione dei containers dagli edifici dei quartieri adiacenti al porto commerciale sviluppando le banchine in modo sostenibile nel centro della rada spezzina.

Ma ciò che lascia perplessi è la mancanza di controlli e le verifiche degli inquinanti scoprendo che si mette in opera un progetto di barriere antirumore che in realtà non fanno quello per cui sono costruite e senza avere dati reali e verifiche aggiornate con gravi responsabilità delle istituzioni competenti come ARPAL, ASL5, Autorità Portuale, Autorità Marittima e Istituzioni competenti.

Eppure sulla sostenibilità ambientale enti come l’Enea hanno dato giudizio negativo ma nella nostra città perdura il far finta di non vedere,di non sentire e di non fare creando danni ambientali irreversibili,spreco di denaro pubblico ma dimenticando di valutare la serietà di un bilancio costi-benefici.

Rita Casagrande (Quartieri del Levante)

Franco Arbasetti (V.A.S. Onlus)

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