“Il mio stile” dell’artista Gianmaria Macchiavelli alla personale di La Spezia

LA SPEZIA – Un altro “centro” dell’Associazione culturale B52 di Via Indipendenza alla Spezia che ha ospitato il promettente pittore Gianmaria Macchiavelli e le sue originali e neologiche opere artistiche.

Gianmaria Macchiavelli, giovane spezzino di 23 anni, si è diplomato al Liceo artistico prima, e alla Scuola di restauro dell’Istituto Santa Paola di Mantova poi.

La rappresentazione preferita e prevalente del giovane artista è il “nudo”, e in questo si può associare, ad esempio, al Modernismo classico di Eric Gill e Felicien Rops, ma l’opera finita non ha praticamente precedenti, poiché realizzata in due tempi: il primo è la pura rappresentazione umana, mentre il secondo, quello di rifinitura, quello che riceve il tocco magico che rende unica l’opera è semplicemente la rifinitura con matita e pennarelli. Una miriade di segmenti, a volte intrecciati l’uno con l’altro, che coprono tutta la superficie della tela. Un’elaborazione apparentemente “facile”, ma che in realtà richiede una elevata capacità di visione dell’intero per risultare al termine un dipinto armonioso ed equilibrato.

Il “segmentismo” che rappresenta la peculiarità dell’arte di Gianmaria Macchiavelli, racconta la costellazione delle prove cui la vita sottopone l’essere umano, che l’artista stesso vede con positività e ottimismo attraverso l’insieme delle sue parti che mostrano una compiuta uniformità e stabilità, il cui contenuto è fantasticamente proiettato nel futuro. Una ricerca, insomma, di soluzioni d’avanguardia che anticipano nel tempo idee, concezioni e scoperte, realizzabili e di facile attuazione soltanto nel caso si abbia il dono della perspicacia e la capacità di un’ampia visione delle cose.

Questo è il pittore Gianmaria Macchiavelli!

 

Intervista all’artista

La passione per la pittura è nata dopo il laboratorio di restauro?

No, l’inclinazione verso la pittura era in me già dall’infanzia. Ho iniziato con fumetto e illustrazione, passando poi al dipinto pur mantenendo la passione per l’illustrazione.

La sua tecnica pittorica è uno stile che – a memoria – non ho mai trovato in libri, in Rete o altre mostre che ho visitato.

Il mio stile nasce al liceo per errore, poiché ero bravo con matita e pennarelli ma non con il pennello. Un giorno mi sono trovato a dipingere in acrilico ma non era venuto bene, allora per correggerlo ho utilizzato il pennarello rimediando una bella immagine. Quindi ho continuato su questo piano: prima dipingo con l’acrilico, a volte ad olio, dopodiché compio l’opera con pennarello o penna.

Per quale motivo ha scelto di rifinire i suoi quadri con tratti segmentati?

Soprattutto perché mi piace, e poi in tal modo la tela è ben definita. Devo dire che il mio modo di essere nell’arte piace un po’ a tutti, ho ricevuto moltissimi incoraggiamenti a continuare su questa strada che ormai sembra tracciata.

Torniamo al suo stile: come detto è una tecnica pittorica che “non esisteva”, ma ora è una realtà, quindi come la definisce o vorrebbe definirla?

No, non intendo dare un nome al tipo di opera che realizzo. Innanzitutto perché non sono abbastanza “importante”, non ho un “Nome”, e poi questo lo considero “Il mio stile”, poiché caratterizza le mie opere.

Cosa prevede per il suo futuro?

Oltre a continuare a dipingere, ho in programma di applicare le mie conoscenze del restauro per entrare nel mercato toscano. Ciò perché quello toscano è un mercato più ricco, con un maggior numero di aziende, più fondi finanziari a disposizione.

I suoi prossimi appuntamenti per chi vuole ammirare le sue opere?

Il tre agosto ci sarà il vernissage presso il Ristobar “Strina” in Via Picco alla Spezia (nei pressi di ACAM), e andrà avanti per il mese di agosto.

 

Alberto Bonfigli

 

 

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