50° anniversario del primo corso per sommozzatori sportivi spezzini.

LA SPEZIA- In questi giorni  ricorre il 50 ° anniversario del primo corso di abilitazione al brevetto per sommozzatori sportivi CONI FIPS di La Spezia e io che ai tempi ero il più giovane del gruppo ricordo il  brevetto che elevava la vecchia figura del sub da cacciatore subacqueo a tecnico dell’immersione, tanto che alla Spezia, primo in Liguria, nasce un circolo non più aggregato ai Ci.rcoli Ca.cciatori Sub.acquei.
I corsi nascono su  disegno di Duilio Marcante e nella nostra zona dalla tecnica di Alberto Tronfi, che solo supportato da documentazione FIPS   ciclostilata, elaborò il corso teorico invernale ed un corso pratico in piscina alla Mori, forse uno dei primi in Italia.

Tanto entusiasmo iniziale, tante riunioni,  ma il nutrito manipolo di persone, appena sceso in acqua, ben presto si ridusse per la fatica fisica e per le attrezzature dell’epoca, soprattutto le mute che non erano  in grado di consentire  permanenze alle  temperature dell’acqua di piscina. Le nostre attrezzature avevano nomi oggi obsoleti, ma assai noti a coloro che appartengono alla nostra generazione: pinne Rondine, maschera Pinocchio, erogatore monostadio Royal Mistral, bistadio Corallo, ed il fatidico  autorespiratore ad ossigeno della Cressi.

Alla prima settimana di settembre il corso si concluse con dieci brevettati  .

Eravamo un gruppo affiatatissimo che ben figurò di fronte ai severi verificatori inviati dalla FIPS di Livorno :    i signori Giannecchini e Marò Rodolfo Betti.

Il gruppo rimase unitissimo anche nelle stagioni seguenti: cene tra soci amici,riunioni settimanali in sede ed ecco finalmente nascere l’idea di organizzare il I° Natale subacqueo della provincia.

Facemmo una immersione in passeggiata Morin nelle nere acque del molo per recuperare la statua del Bambin Gesù che portammo orgogliosi del nostro ruolo, seguiti da un nutritissimo pubblico   incredulo, in una  suggestiva processione, tutti  bardati da “uomini rana” , fino alla cattedrale di Santa Maria.

Progettammo, quell’inverno, anche il II° corso sub  con un numero di partecipanti molto nutrito, col solo supporto nostro che avevamo già conseguito il brevetto e con il primo partecipante al II° grado. Instancabile, Alberto, in prima fila gestiva il tutto con i soliti “breviari” FIPS ciclostilati e con le  diapositive fatte in mare e in piscina con  fotocamera Calypso. Naturalmente il  corso ebbe l’apoteosi con il secondo gruppo di brevettati in provincia e forse l’unico brevetto di II° grado FIPS.

Contemporaneamente organizzammo spedizioni di speleo sub ,prima nella buca di Equi alla ricerca di un eventuale sifone , così come auspicato dal professor A.Cesare Ambrosi  e poi il  raggiungimento di quota -70 metri in acqua dolce in grotta; la seconda impresa prevedeva un’immersione nella buca  di Renara nelle alpi Apuane  ,propostaci dagli speleologi sempre alla ricerca di eventuali sifoni ,che ben  si prestava a questo evento , record per quell’epoca , da guinness dei primati ma non facilmente dimostrabile e omologabile.

Una piastra in bronzo prodotto dalla “Officine Galeazzi”, venne affissa nel punto raggiunto con scritto “noi siamo arrivati fino  qui” con  la data e i due delfini col tridente come a  dire agli scettici andate a verificare. Il record venne raggiunto grazie ad un affiatatissimo staff  , con progressive immersioni prima in mare per abituarsi alla quota ,poi in grotta sempre con primordiali attrezzature dell’epoca: autorespiratori ad ossigeno e ad aria , non si parlava ancora di miscele o di trimix , usavamo  mute umide da pochi millimetri.

Il successo dell’impresa venne anche reso possibile dalla esaustiva preparazione logistica  operata  dallo stesso  gruppo speleologico versiliese. Nel frattempo organizzammo anche il primo  trofeo di tecnica sub “Trofeo  Galeazzi” , nelle acque del molo Italia.

Concludo questa mia retrospettiva ricordando  alcune figure che hanno lanciato il settore sub sportivo spezzino , in primis l’ing. Roberto Galeazzi a capo di una delle più importanti aziende  tecniche per il settore sub, Pietro Faggioni indimenticabile tecnico per le piccole e grandi esigenze del sub sportivo nonché  Alberto Tronfi istruttore ad honorem e self made man dell’immersione dilettantistica in sicurezza. Questi corsi hanno avuto  il pregio di  insegnare agli sportivi ad amare il mare e come sia possibile e  doveroso andare sott’acqua in assoluta sicurezza!

Soprattutto avendo acquisito la tecnica indispensabile per potersi immergere  senza provenire necessariamente da Corpi specializzati come  Consubin o dai corsi OTS professionali.

Buon cinquantenario a tutti i sub sportivi spezzini.

 Diego Romano

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