Il caso del deputato-velista… o velista-deputato (di Vinicio Ceccarini)

La nota vicenda di un velista-deputato o deputato-velista è emblematica del momento che viviamo. Un tempo quando ad un deputato si diceva Non vai in Parlamento, vergognati! quest’ultimo si sentiva in imbarazzo, come un impiegato sorpreso a bere un caffè al bar in orario di lavoro. Oggi è tutto cambiato. Se non vanno in Parlamento e gli contesti il fatto si arrabbiano pure, si offendono, a volte ti insultano, a breve giungeranno a querelarti, chissà. E’ una situazione, a mio parere paradossale, assurda, un insulto a chi lavora e guadagna 800,00 euro al mese e a chi non lavora e ha una famiglia da mantenere. Il marchese del Grillo pronunciò una celebre frase che tutti conosciamo. Siamo sempre al tempo del Marchese del Grillo? A mio parere peggio, perché i deputati sembra che li scegliamo in realtà ci rifilano quelli che vogliono loro. Loro, quelli che dicono che il Parlamento non serve. La soluzione: è quantomeno non pagare chi non neppure la decenza di varcare la soglia del Parlamento e tratta con disprezzo cittadini e istituzioni. Del resto, non significa mettere nessuno alla fame, pare che se la passino molto bene con altri lavori. E del resto, perché consentire oltre a un doppio lavoro, anche un doppio stipendio? E a certi deputati che non vanno in Parlamento dovremmo pagare anche la mesata e la pensione? Incredibile, roba da paese della cuccagna e oltretutto dobbiamo pure sopportare i loro pipponi sull’onestà, il rispetto delle istituzione ecc. Quo usque tandem abutere patientia nostra? In questo caso, il latino è veramente d’aiuto per motivi che potete intuire.

(Vinicio Ceccarini)

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