GIORNALISMO D’ASSALTO di Marcello Delfino

La Spezia, 16 luglio 2018

L’ennesimo nuovo corso dell’era Volpi va avanti.

Sul piano calcistico il progetto è affidato a mani sapienti che provvederanno a svuotare la “Don Gnocchi” calcistica che era diventato lo Spezia e costruiranno una squadra che, secondo le promesse, ci farà divertire e gioire.

La tecnica di mercato è quella collaudata, si instaura un sistema di trattative diffuse, alcune vere, altre come specchietto per le allodole, e poi si tira la rete sperando che vi rimanga quello che si cerca.

Brillantezza, vivacità e, perché no, anche un po’ di spettacolarità, con stile tutt’altro che provinciale e smargiasso come quello di grazziniana memoria, fanno apparire ancor più grige ed improduttive le performances dei dirigenti uscenti, in parte allontanati ed in parte opportunamente ridimensionati.

In questo contesto, tutto sommato ameno e piacevole, la stampa di regime mostra sconcerto e reagisce con boutades spropositate e talora incoerenti.

Se, da una parte, piange i suoi morti, dopo avere cercato timidamente di salvarne qualcuno rivendicandone presunte qualità ad oggi sotto traccia, dall’altra non si lascia scappare l’opportunità di flettersi contemporaneamente, con autentica devozione, al potere calcistico ed a quello politico.

Quando l’adulazione supera i limiti della ragionevolezza si rischia però il “macchiettismo” – ….semo na cità de macete… diceva l’indimenticabile Razzuoli – finendo per affermare ragioni che neppure i padroni ardiscono sostenere.

Sono giusto i comportamenti che si rappresentano con la categoria dei “più realisti del re”.

Ed allora, riguardo all’area del Ferdeghini, trascinati dall’orgia adulatoria, si sposano posizioni di dubbia veridicità attribuendo, per esempio, alle amministrazioni precedenti, pochi geni e quasi tutti morti per la verità, comportamenti ostili nei confronti della Società che, invece, si avvarrebbe oggi, finalmente, della piena collaborazione del nuovo corso politico.

Un corso politico che, per inseguire facili consensi, non mostra il minimo rispetto per le Istituzioni che rappresenta, che non sono casa propria, se non sente neppure la responsabilità di tenerle distanti da personaggi discutibili e discussi, appesantiti da sentenze passate in giudicato e da indagini tutt’ora in corso.

Non sembra avere parentele con la realtà la tesi sui cambiamenti di destinazione che avrebbero riguardato l’area adiacente l’attuale impianto del Ferdeghini, area che apparterrebbe tutt’ora al Comune e non alla Società proprietaria dello Spezia.

Neppure il disinteressato consigliere architetto osa tanto, lui che le cose le conosce bene, avendo lavorato con lo stesso spirito collaborativo con amministrazioni di ogni colore.

Infatti, in una dichiarazione raccolta da una testata cittadina online, ragiona a voce alta su quale potrebbe essere la forma più conveniente per acquisire l’area necessaria all’allargamento della struttura.

Come si potrà ovviare, poi, al problema tecnico che deriva dalla impossibilità di tombare il corso d’acqua sotterraneo è ancora tutto da capire visto che i tecnici che hanno sostenuto tale tesi avranno pure avuto delle ragioni anche se, come è noto, in Italia lo spoil system sarebbe del tutto inutile in quanto le stesse persone, senza bisogno di essere sostituite, sono disponibili a mutare parere in assoluta assonanza con il colore politico di chi comanda.

Neanche il consigliere architetto, che dovrebbe intendersene, ha fatto capire quale sarebbe la genialata con la quale si potrà superare questa difficoltà che fino a ieri, a detta dei tecnici, sembrava insuperabile.

Ricordato che la struttura del Centro Sportivo Ferdeghini non appartiene allo Spezia, bensì al suo proprietario, per tornare alle cose serie, se il nuovo corso avviato seguirà le intenzioni in ordine agli assetti societari, un amministratore unico sostituirà il consiglio di amministrazione lasciando gli attuali consiglieri senza seggiola, anche se qualcuno potrà consolarsi magari coi….seggiolini, della curva.

C’è chi, attraverso uno straordinario presenzialismo giornalistico, cerca di scongiurare tale eventualità facendosi accreditare un ruolo di intermediario fra persone che non hanno nessuna difficoltà ad avere tra loro rapporti diretti, vedi Angelozzi e Volpi..

E’ il consigliere urologo che deve ancora riaversi dalla delusione profonda provata per il mancato invito, almeno così sembra, alla festa di compleanno del Patron sul suo mega yacht.

Dicono avesse perfino pensato di farsi scaricare in mare nei pressi della lussuosa imbarcazione per farsi poi tirare a bordo con la scusa del naufragio, ma i suoi referenti politici lo avrebbero sconsigliato:  con l’aria che tira, che lui respira a pieni polmoni, chi si fa trovare a nuotare ad una distanza superiore ai cinquanta metri dalla spiaggia rischia di ritrovarsi, senza neanche accorgersene, in uno di quei residences sulla costa libica che Minniti e Salvini hanno allestito per far passare le vacanze ai disperati….economici.

Ma parliamo di calcio, ed allora dobbiamo sottolineare come le premesse per una stagione di divertimento e di piacevoli soddisfazioni ci siano tutte.

Peccato che si faccia cassa con i nostri giovani, senza verificarne almeno le possibilità di ben figurare in cadetteria, come  per i ragazzi mandati a fare esperienza altrove e rientrati all’ovile per fine prestito.

E’ pur vero che la politica miope messa in atto dai dirigenti uscenti ha fatto sì che siano solo i giovani ad avere mercato.

Comunque siamo in buone mani, non mancherà l’equilibrio giusto che sappia pensare all’oggi ed al domani.

Guido Angelozzi non ha bisogno di trampolini di lancio, così come il nuovo mister Marino e, insieme, possono lavorare pensando soprattutto allo Spezia proprio perché non hanno nulla da dovere dimostrare, né a loro stessi né al calcio italiano.

Hanno solo l’obiettivo di divertirsi. Insieme a noi.

Marcello Delfino

Advertisements