Primo obiettivo raggiunto per il Coordinamento No Biodigestore Saliceti

SANTO STEFANO MAGRA– ll Coordinamento No Biodigestore Saliceti ha raggiunto il primo dei suoi obbiettivi proposti durante le ultime assemblee sul territorio. Questo dopo l’approvazione unanime da parte del Consiglio Comunale di Santo Stefano dell’odg che ha impegnato l’amministrazione ad esprimere netta contrarietà alla realizzazione dell’impianto biodigestore a Saliceti e quindi ad avviare un supplemento di istruttoria nella procedura di VAS affinché siano realmente valutate ipotesi alternative al sito.
Prima di ogni decisione finale sulle localizzazioni del nuovo impianto biodigestore ipotizzato per l’ambito spezzino, occorre una
valutazione di impatto sanitario prodotto dall’esistente impianto di trattamento sui residenti in località Saliceti e in generale nell’area
interessata dall’impatto delle emissioni in tutti questi anni.  I residenti di Piano di Vezzano I, a causa delle emissioni odorigene
sono dovuti ricorrere a controlli medici e le relative certificazioni  ad oggi sono nelle mani della Magistratura.

Adesso siamo in attesa della convocazione del consiglio comunale di Vezzano, durante il quale verrà messo in votazione un odg contenente i punti già presentati ad approvati dal consiglio comunale di Santo Stefano.  Ci preme ricordare che, al di là della costruzione del Biodigestore, un’analisi di impatto sanitario ci permetterebbe di capire quali e quanti problemi le emissioni dell’attuale e non poco problematico impianto di produzione di cdr hanno provocato, nella direzione della tutela della salute pubblica.
Apprendiamo dalla stampa che l’ente provinciale conferma la localizzazione del biodigestore a Boscalino nel comune di Arcola, questo nonostante Arpal abbia espresso parere negativo, ritenendo che l’attività della Forsu e quelle della costruzione dell impianto
digestore siano incompatibili.

Al contempo assistiamo a un teatrino di “primogeniture e accuse di fomentazioni” da parte di uno o dell altra forza politica che ci
accusano di fare “molto rumore per nulla“. Ricordiamo che da tempo siamo in attesa della convocazione del consiglio che approverà il piano provinciale dei rifiuti al quale saremo presenti per depositare la petizione popolare “Stop Biodigestore Saliceti-Salviamo il
territorio” che ad oggi vanta più di 1200 sottoscrizioni.
I cittadini, i comitati e le associazioni che hanno deciso di dar vita a questo coordinamento non si sono inventati tutto e non hanno fatto il gioco politico di nessuno: semplicemente hanno deciso di mobilitarsi fin da subito e organizzare momenti di approfondimento
durante i quali lo stesso Michele Stretti di ReCos ha confermato pubblicamente l’ipotesi dell’impianto biodigestore a Saliceti e il
tentativo di acquisto dei terreni della zona. Solo dopo l’acquisizione dei terreni l’azienda avrebbe potuto presentare la Valutazione di
Impatto Ambientale, anche se forse non richiesta per questo tipo di impianto. La VIA si inserirebbe poi nel Provvedimento Autorizzativo  Unico Regionale per un processo autorizzativo complesso e dalle tempistiche molto lunghe. Vista la situazione prematura abbiamo pensato che il momento fosse il migliore per unire le forze nella difesa del territorio e continueremo a tenere alta l’ attenzione su questo tema.

La nostra mobilitazione non si fermerà finché non avremo atti ufficiali su cui basarci e sapremo che i contatti tra ReCos ed i
proprietari dei terreni circostanti Saliceti sono conclusi. Ribadiamo la necessità di una nuova politica di gestione dei rifiuti, che non si preoccupi del business ma che sia realmente un servizio al cittadino, improntata su investimenti che portino al potenziamento della raccolta differenziata, investimenti giusti che vadano nella direzione del “riciclo totale” mettendo al centro i bisogni ed il benessere dei cittadini. Ci piacerebbe sapere cosa ne pensano ad Arcola di questa ipotetica decisione di ritorno all’ipotesi Boscalino perché questo impianto che vede gli odori come principale rischio di impatto, ma che può dare svariati problemi, visto che sul piano ingegneristico non c è niente di sicuro, è un impianto costoso e complesso che raccogli le biomasse e produce gas e un “digestato”, pari al 30% della massa entrata che, dopo un trattamento aerobico, può essere inviata alla filiera agricola che sarà capace di trattare 80.000 tonnellate di rifiuti l’anno provenienti in gran parte da fuori provincia.
Ora che la provincia spezzina ha raggiunto discreti livelli nella raccolta differenziata si va a cercare il rifiuto da fuori.

Di seguito le iniziative:

  • campagna di informazione e Raccolta firme “No al Biodigestore a Saliceti – Salviamo il territorio“. Sarà possibile firmare, informarsi e per chi è interessato entrare a far parte del coordinamento presso i banchetti che si terranno
  • fino a domenica 15 luglio, dalle ore 19.00 alle 24.00 presso la tradizionale festa santostefanese del Goto Club

Troverete i moduli della raccolta firme anche presso alcuni esercizi locali, quali:

-Tabacchino del Tasso (Madonnetta)

-“Siamo alla frutta…e verdura” (Santo Stefano)

-Palestra “Phisique Du Role” (Santo Stefano)

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