ARPAL e gli alberi anti-inquinamento da abbattere.

LA SPEZIA– Difendere gli alberi, si sa, è praticamente tempo perso. Alle Amministrazioni, in genere, piacciono poco, perché costano molto e sono potenzialmente pericolosi, soprattutto se ad alto fusto. Meglio mettere alberelli bassi, poco impegnativi e pazienza se fanno poca ombra, mica si può avere tutto dalla vita… I cittadini (molti, non tutti, sia chiaro) li considerano un impiccio e un disturbo: osano perdere foglie e/o frutti, turbare il passeggio con le radici e soprattutto (quale ardire!!!) occupare preziosi parcheggi.

E ora ci si mette anche ARPAL, con quello che appare un vero e proprio paradosso. ARPAL ha installato una centralina per il rilevamento dell’inquinamento in Piazza Caduti per la libertà, di fronte all’Ospedale Sant’Andrea e al punto in cui si fermano le navi da crociera. Ma davanti alla centralina ci sono due tigli alti e rigogliosi… e cosa fanno questi dispettosi monellacci dotati di radici e foglie? Schermano l’inquinamento, quindi i dati sono falsati. Un bel problema, che ARPAL vuole risolvere… come? Tagliando gli alberi. Sì, sì, avete capito bene. L’albero assorbe l’inquinamento, quindi va tagliato. Come dire:  “leviamo l’insulina a un paziente diabetico, così vediamo quanto sale la glicemia“.

Pare che persino a Palazzo Civico abbiano scosso la testa e ironizzato di fronte a tale proposta, tirata nuovamente fuori da ARPAL nella commissione Ambiente della settimana scorsa. Durante la ricerca di un altro spazio, è saltato fuori che suddetto casottino si potrebbe spostare un po’ più avanti, a rimetterci sarebbe solo un vecchio pino, che è già malato, poverino. Altrimenti, pare che ci voglia molta, ma molta burocrazia per salvare i poveri alberi dalla scure di ARPAL.

Nella saga di Harry Potter, tra i “personaggi” magici nati dalla penna di J.K. Rowling troviamo un albero “nervosetto“, chiamato “platano picchiatore” o “salice schiaffeggiante” che, come da nome, mena delle gran manate, pardon, delle “ramate” a chiunque lo infastidisca… beh, se gli alberi hanno un’anima e capiscono sicuramente quell’alberello sarà il loro idolo.

Advertisements