Incontro sulle navi da crociera, il resoconto di Italia Nostra e degli altri organizzatori.

LA SPEZIA- Nel pomeriggio di mercoledì 27 giugno, nei locali della Provincia, si è tenuto un interessantissimo incontro, promosso da Italia Nostra e dal Coordinamento cittadini del Levante, per illustrare un fenomeno  solo a pochi ben noto: il pesante inquinamento dell’aria indotto dalle grandi navi nei Porti in cui fanno scalo e sosta.
Per grandi navi si vuol dire sia le più recenti navi da crociera (in genere 3000/4000 passeggeri, ma ben oltre), sia le Navi Mercantili.  Le prime, quando ferme in banchina, bruciano 24 ore su 24 il cosiddetto olio comb. denso, ricco di zolfo e molto impuro (ma economico e tuttora purtroppo consentito) per produrre i 20.000 Megawatt necessari alla Vita di Bordo, le Portacontainers ne producono 15000, dallo stesso infimo olio denso! Ovvio pensare che questa incessante Combustione produca danni: così è stato messo in luce, con dati accuratamente  e scientificamente raccolti, sia dall’indagine epidemiologica dell’oncologo genovese Valerio, sia anche dalle ricerche  di ARPAL e di Capitaneria di Porto in zone cruciali di Spezia.
Soprattutto nell’indagine di Valerio, si evidenziano molti motivi di allarme: oltre a noti Ossidi di Azoto e di Zolfo, ivi compresa l’Anidride Solforosa, e la Co2 (effetto-serra), il ricercatore del CNR ha segnalato, come pessimo effetto secondario delle combustioni, il Pulviscolo ultra-sottile, le  famigerate nanopolveri che, superando ogni barriera per le piccolissime dimensioni, entrano direttamente in circolo nel nostro sangue…..con effetti in corso di studio ma sicuramente  gravi! (si ritiene possano correlarsi all’aumento del Parkinson, oltre che di tumori e di malattie  neurologiche).
In tutto questo disvelamento del lato dark della portualità  spezzina, ha purtroppo fatto spicco l’assenza di chi ci governa.  Benché tutti invitati, non un solo consigliere comunale si è fatto vivo, e anche l’Autorità Portuale, il cui ruolo è del tutto cruciale nella vita del Porto spezzino non è potuta intervenire, scusandosi, per via dei troppi impegni. Ora: in vista della costruenda Calata Paita (che fu promessa come un riappropriarsi del mare per gli spezzini, non per altri scopi/usi ora rispolverati) occorre essere molto presenti e  vigili, onde evitare che si sistemino le cose in modo che si possa arrivare ad ospitare non tre ma 4 navi da crociera aumentando quindi i problemi di salute dei cittadini,non solo potrebbe capitare che in una città di mare come la nostra, lo stesso si possa vedere solo in cartolina. Non solo questo può accadere, ma anche che altro cemento venga usato per costruire alberghi,stazioni crocieristiche e sarà bene non  dimenticare che potrebbero anche arrivare all’assurdo di vendere il tutto a privati e spogliarci di quello che ci compete per diritto.
Italia Nostra La Spezia, vicespresidente Serena Spinato.
Coordinamento Quartieri del Levante, Rita Casagrande
V.A.S. Onlus, Franco Arbasetti
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