La proposta indicativa progettuale del Waterfront, la sdemanializzazione di Calata Paita e la restituzione della stessa è alla città o… ai privati?

LA SPEZIA- Leggiamo sulla stampa cittadina il giudizio negativo dell’ex presidente dell’unione industriali Dott. G. Bucchioni riguardante la proposta della creazione di un unico sistema portuale dell’Alto Tirreno per una unica regia dei porti da Marina di Carrara fino a Savona. Riteniamo giusto fare sulla questione alcune riflessioni nell’Interesse della portualità e del miglioramento sulla logistica nazionale riguardante il trasporto marittimo.

In primo luogo nel nostro paese è necessario evitare sperpero di denaro pubblico razionalizzando gli investimenti sulle infrastrutture,evitando sovradimensionamenti delle banchine portuali con la spinta esasperata per una competizione fra porti liguri e/o altri configurando invece decisioni per il futuro che servano a battere i porti del Nord Europa che ci stanno,attualmente,sottraendo traffici marittimi.

In secondo luogo ogni porto ha una sua collocazione geografica sul territorio con possibilità di sviluppo che devono essere però vincolate da sostenibilità ambientale per un equilibrio della migliore destinazione d’uso e con una diversificazione di assetti produttivi considerando costi-benefici.

Il caso del porto spezzino è emblematico e si corre già sul filo di un equilibrio sottile,circa la sostenibilità ambientale,come unico porto italiano ad un massimo livello di invasività sulla città e il sovradimensionamento del porto containers a La Spezia determinerebbe in futuro un dannoso conflitto con l’attività turistica e la stessa crocieristica.

Un sistema portuale con regia unica nell’alto Tirreno e Ligure darebbe la possibilità di fare proposte progettuali sullo sviluppo che sarebbero più razionali a difesa dell’ambiente e più equilibrate sui singoli porti.

Pare sia giunto il momento,nell’interesse del trasporto marittimo e per la difesa dell’occupazione  di guardare avanti e smetterla di difendere l’esistente.

Per ciò che riguarda il Waterfront ed un possibile progetto,dopo l’intesa con l’Autorità Portuale di sistema del mar ligure orientale,la Regione Liguria,il Ministero ed il comune ci attendiamo che inizi una nuova stagione con un nuovo dialogo con la Società Civile per un approfondimento sul progetto in modo che,con la massima condivisione,non venga una struttura separata dalla città ma un ampliamento cittadino pubblico e aperto a tutti.

In questa valutazione di fondamentale importanza si dovranno valutare anche le nuove strutture, compreso, qualora fosse necessario, il nuovo molo crociere e la rivisitazione, che però non porti al raddrizzamento, dello storico Molo Italia (ricostruito dopo il bombardamento nel 1946/47).

Rita Casagrande (Quartieri del Levante)
Franco Arbasetti (V.A.S. ONLUS)

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