Nuovi dragaggi al Molo Fornelli.

LA SPEZIA– A nulla sono servite la passate esperienze sui dragaggi e le presunte dannose ricadute sulle tradizionali coltivazioni di mitili e sulle attività connesse ed ancora si parla di spianatura con dragaggio fino a 15 metri del canale di transito delle portacontainer e nella zona operativa davanti al molo Fornelli.

Ma,come se non bastasse si progetta già,per il futuro,di fare la stessa cosa in altre zone operative del porto commerciale previsto dal P.R.P, ma dovremmo ricordarci anche che talune di queste zone marine rientrano nel S.I.R (EX SIN) di Pitelli e sono caratterizzate per livelli di inquinamento diversi dalle altre zone,non solo,sono vincolate da preventiva bonifica come stabilito dalla Magistratura con le sue sentenze.

L’attuale spianatura davanti al Molo Fornelli,utilizzato dalla Contship nella funzione di azienda di servizio di sbarco ed imbarco container è già stato autorizzato dall’eco marino e sono in corso le procedure di appalto per lo spostamento di circa 3.000 Mc di fondale caratterizzato come poco inquinante.

Ma si presume che la questione riguardi anche l’inchiesta della Magistratura sui presunti danni alla mitilicoltura dovuti a dragaggi precedenti che ha avuto come conseguenza il sequestro dell’area marina.

Mentre siamo in attesa delle decisioni dell’inchiesta e delle scelte operative dell’appalto conferito dall’Autorità portuale del sistema ligure orientale sul dragaggio sopracitato,non possiamo che rilevare che per evitare rischi di danni ambientali occorrerebbero controlli preventivi assolutamente adeguati sulla prevenzione ed i rischi ambientali che riguardano la configurazione geologica di tutto il golfo dei poeti e non solo la rada interna alla diga foranea.

Pensiamo anche che la torbidità e la polverulenza marina non debbano superare i livelli di inquinamento previsti dalle normative questo per non provocare danni ambientali marini irreversibili.

Da qui la necessità di operare posizionando strumenti fissi di controllo,dotati delle migliori tecnologie,lungo il canale di transito delle navi di qualunque tipo siano(con carico di qualunque genere,portacontainer e crocieristica) questo per garantire una distanza di prevenzione ambientale sul pescaggio rispetto al fondale al fine di non superare i limiti inquinanti di torbidità e polverulenza delle acque marine.

Riteniamo pertanto che sia necessario un monitoraggio marino ambientale preventivo con controlli senza soluzione di continuità collegato alla particolare attività sostenibile del porto commerciale.

Rita Casagrande, Quartieri del Levante
Franco Arbasetti, V.A.S. Onlus

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