Massimo Baldino: “Una città a misura d’uomo e vivibile è una città che riesce a far rispettare i divieti”.

LA SPEZIA- Una città a misura d’uomo e vivibile non è necessariamente una città che inasprisce e moltiplica i divieti, ma semplicemente una città che riesce a fare rispettare quelli esistenti. Il concetto è semplice, anche se molte volte di difficile applicazione. E’ inutile inasprire le regole che disciplinano l’entrata delle auto nel centro cittadino, se poi non siamo in grado, dopo avere concesso nuove soluzione di parcheggio notturne, di sanzionare tutti coloro che incuranti più che altro del buon senso, lasciano per andare al Pub la loro auto in terza fila in Piazza del Mercato, o, peggio ancora, di traverso lungo Corso Cavour in zona pedonalissima.

Come è inutile cercare soluzioni coercitive per i ciclisti indisciplinati che scorrazzano facendo lo slalom tra i pedoni nella affollatissima Via del Prione sino a che,  camminando in un qualsiasi marciapiede della città si incontrano i medesimi incivili su due ruote (qualche volta persino motorizzate) che rischiano di travolgerti, incuranti del fatto che in bici ci si cammina in strada, con o senza piste ciclabili e non certo come se niente fosse sui marciapiedi!!! Chi deve controllare? Immagino i Vigili Urbani. E dunque come mai vedere un vigile urbano a piedi nella nostra città è da sempre (e qui la politica conta relativamente)  cosa più rara che incappare in una farfalla peruviana protetta dal WWF?

Pattugliare la città in “pandino” non è certo la stessa cosa; e non produce certo gli stessi effetti, che batterla a piedi, specie per sanzionare determinate infrazioni come quelle sopra descritte. Esiste poi da sempre un metodo, per focalizzare e tentare di risolvere determinati problemi. E’ quello di metterne uno di volta in volta  all’ordine del giorno e aumentare su quello la pressione per un periodo limitato di tempo.

Per esempio, per le bici circolanti sui marciapiedi basterebbe smistare  una decina di vigili su tale incarico per almeno un mese, sollevandoli da ogni altro servizio. Sono certo che invece che la miseria dei 25 verbali redatti per tale infrazione nei primi cinque mesi dell’anno ne sarebbero stati redatti almeno 2500, visto che se mi metto io su un qualsiasi marciapiedi per almeno venti minuti di biciclette clandestine ne conterò almeno cinque o sei : a volte anche in gruppo!!!

E allora Comandante??? Ci proviamo ad infliggere per un mesetto un po’ di multe a questi signori che se ne fregano della educazione, oltre che del codice della strada? Per le biciclette per esempio ci sono  multe fino a 1.200 euro per chi circola contromano mentre, l’art. 3 del Codice  è chiaro nel definire come “Marciapiede” quella parte della strada, esterna alla carreggiata, rialzata o altrimenti delimitata e protetta, destinata ai pedoni, e qui le sanzioni vanno sino a 168 euro (dunque i  41 applicati dai nostri Vigili è la sanzione minima).

Restiamo in attesa di qualche piacevole sorpresa visto l’arrivo della bella stagione.

Massimo Baldino (Consigliere Comunale e Pedone spezzino)

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