Un mare di favole, per piccoli e grandi, al Cantiere della Memoria. Domenica Silvia Lotti espone e racconta le sue opere; amarcord del maestro Capellini

Le Grazie – Domenica 3 giugno alle Grazie,  attraverso il Cantiere della Memoria, proseguirà il ‘viaggio’ nel mondo dell’arte alla scoperta di storie, vere e fantastiche, del territorio e ben oltre i confini di questo. E’ l’effetto della ‘scintilla’ innescata dal maestro Silvio Benedetto protagonista lo scorso febbraio della mostra sui personaggi che hanno intrecciato e intrecciano le loro vite sul molo e dell’azione pittorica che ha fatto riaffiorare alla mente la scena della vendita del pesce sbarcato dalle paranze. La ‘rotta’ prosegue ora con sua moglie, Silvia Lotti, protagonista della mostra “Tra terre acque cieli” nella quale si propone nella duplice veste di narratrice e pittrice, esponendo parole e disegni. Un’operazione culturale col pensiero rivolto soprattutto ai ragazzi, ritessendo il valore educativo delle favole, comprese quelle locali. Insieme a lei ci saranno Pamela Nascetti, che leggerà alcune sue “Favole dal mare”, Carla Ferro che ci porterà nelle Grazie del tempo fu e Silvio Benedetto che evocherà Dario Capellini “Caro maestro” per tanti anni del borgo marinaro, insegnante alle scuole elementari. L’inizio della manifestazione è fissato per le 16 e si salderà, sul piano temporale, alla premiazione del concorso di pittura prevista alle 15 nell’ex convento dei frati Olivetani su iniziativa del Volo dell’Arte. Il Cantiere della Memoria  farà così da sfondo  al talento artistico di Silvia Lotti che, in parallelo alla molstra permanente degli attrezzi dei maestri d’ascia, esporrà alcune sue opere.Una mostra da leggere e vedere per cogliere quei delicati, infiniti intrecci di matite colorate, come dice Silvio Benedetto nella sua presentazione: “…Ragnatele, intrecci, tessuti labili, trame… Alambicchi della memoria, tracce, impronte, segni insomma, ottenuti con sovrapposizioni e sovrapposizioni di matite colorate. Non accumulo ma espansione… Un tessuto dove l’interstiziale non ha luogo.” Racconti di fantasia, bel gioco ma a volte con leggero, riflessivo dolore, sempre intervallato da gioia di luce festiva.Racconti dunque anche per “grandi”.La passione espressa attraverso il rigore e l’attenzione hanno caratterizzato per un trentennio e caratterizzano il cimentarsi nell’arte di Silvia Lotti attraverso la scelta di diverse discipline, linguaggi. Ricordiamo soltanto alcuni esempi: nel suo lavoro ad aerografo “Grisù” (emblema di media-grande dimensione sulla navetta del Corpo Pompieri, Arsenale della Marina Militare della Spezia); tra le sue ceramiche la scalinata artistica di Piazza Dario Capellini a Manarola); tra i suoi murales “La flor” (Edificio di “CGC” a Río Gallegos, Santa Cruz, Argentina); tra i suoi scritti per il teatro e i personaggi da lei stessa interpretati “Melisande” ed “Euridice”.
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