SI PUO’ FARE DI PIU’ di Marcello Delfino

La Spezia, 24 maggio 2018

Il finale di stagione è davvero da dimenticare, non solo per i risultati negativi ma soprattutto per avere determinato, almeno con una parte della tifoseria, la rottura di un rapporto consolidato, facendo venire meno la sostanziale coesione fra squadra e sportivi.

Certo la delusione per la sconfitta interna col Parma è stata cocente soprattutto per l’insopportabile fastidio di assistere impotenti e delusi ai festeggiamenti altrui.

Se poi i festeggiamenti vedono protagonista una tifoseria storicamente antagonista alla nostra, la frustrazione è ancora più struggente.

La reazione di chi non è riuscito a superare tanta rabbia ha determinato, in settimana, quella contestazione alla squadra che ha visto qualche calciatore rispondere in maniera forse non troppo professionale.

Se ne capisco le ragioni, non mi sento tuttavia di condividere quella protesta nei confronti di giocatori ai quali, nel corso dell’intero campionato, non abbiamo potuto imputare davvero scarso impegno.

Anzi, proprio per tale riconoscimento, nonostante le prestazioni ed i risultati non siano stati quasi mai esaltanti, il feeling fra pubblico e squadra non si è mai incrinato.

E, d’altra parte, se è vero che la delusione si giustifica come reazione al venire meno di speranze realisticamente realizzabili, per la verità, nessuno dei protagonisti, dai dirigenti ai tecnici, hanno mai promesso obiettivi diversi da quello raggiunto: la salvezza.

Ed allora, a mente fredda, superate le intemperanze dovute alle emozioni, cerchiamo di fare qualche bilancio di questa stagione, non fine a se stesso ma propedeutico alle scelte che si potranno auspicare per affrontare il prossimo campionato con qualche ambizione in più, se possibile.

La teoria dello spendere meno e spendere meglio mi sembra non sia stata surrogata da riscontri oggettivi. Tutt’altro. Se è vero che si è speso meno, almeno così dicono, i risultati sono stati inferiori a quelli raggiunti negli ultimi anni, quindi non si è speso meglio.

Questa filosofia, fra l’altro, sembra un po’ snobistica e presuntuosa presupponendo tacitamente di essere più furbi degli altri. Per spendere meno, infatti, e spendere meglio, occorre che, dall’altra parte del tavolo, ci sia chi ti vende roba buona sottocosto e, nel mondo del calcio, faccio fatica ad individuare eserciti di sprovveduti votati a farsi irretire dallo Spezia. Se mai, tante volte abbiamo temuto il contrario.

Torniamo dunque ad essere seri e realisti e prendiamo atto che il nostro destino è segnato dai desideri, non sempre facilmente riconoscibili, del nostro presidente onorario.

Come un po’ dovunque, ma da noi con particolare specificità, è la proprietà che detta le strategie in base alle risorse che intende mettere a disposizione.

Da quello si deve ripartire per darsi obiettivi realisticamente realizzabili.

Per la stagione trascorsa la dirigenza ha dichiarato, e raggiunto, un traguardo: la permanenza in serie B.

Credo, al contrario, che non sia stato soddisfatto l’altro proposito apertamente affermato: fare crescere i giovani talenti sfornati dal nostro, ottimo, settore giovanile.

Dei giovani altrui si è valorizzato Pessina, che si sarebbe comunque affermato in virtù del suo valore e della sua maturità non solo sportiva, mentre altri sono stati respinti senza avere dato loro neppure la possibilità di misurarsi.

Dei giovani nostri, alcuni sono stati mandati altrove, dove peraltro hanno fatto bene, ed altri non hanno avuto la considerazione che avrebbero meritato.

Un giovane non si valorizza per il solo fatto di fagli giocare una partita per dargli la soddisfazione statistica di avere esordito in serie B, così come pare poco lungimirante avere tenuto in ombra ragazzi già sperimentati nella categoria per fare posto stabilmente a giocatori a fine carriera.

Tutto ciò stona ancora di più se si pensa che Fabio Gallo ha iniziato la sua carriera da allenatore proprio con le squadre giovanili e si porta dietro una fama, non so se a torto o a ragione, di scopritore di talenti e di particolare predilezione per i più giovani.

Le prestazioni, nel corso dell’intero campionato, non sono mai state esaltanti, c’è voluto fin troppo tempo per capire che la difesa “a tre” non si adattava alle caratteristiche della squadra, i risultati sono stati altalenanti anche se hanno consentito di risolvere il problema salvezza con qualche anticipo, il progetto dichiarato inizialmente della valorizzazione dei giovani è stato perseguito in maniera insufficiente.

Questo mi pare il bilancio che si può oggettivamente far carico a mister Gallo. Si poteva fare di meglio.

Ci fermiamo qui, non senza annotare come gli adulatori, come sempre succede, quando il vento cambia direzione e spira un po’ contro, si defilano.

Consiglieri volenterosi, architetti e urologi letterati, nel senso che scrivono lettere, non danno più notizie della loro assiduità al seguito della squadra.

Nella trasferta di Foggia, sfortunata sia logisticamente che sportivamente, si è poi realizzato il sogno di chi ambiva a fare il capo-delegazione ?

Aspettiamo, trepidanti, notizie.

Marcello Delfino

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