Cinque esemplari di caretta caretta curati dall’Acquario di Genova liberati in mare.

GENOVA– Un vero bagno di folla per i cinque gli esemplari di tartaruga marina della specie Caretta caretta – le quattro già annunciate Zelda, Ariel, Tosca, Ciliegia cui si aggiunge l’ultima arrivata Primavera – che nel corso della mattinata di ieri sono tornate al mare dopo il periodo di ospedalizzazione e cure presso l’Acquario di Genova.

L’evento pubblico presso il tratto di lido demaniale in uso all’Esercito Italiano in Corso Italia è stato organizzato in collaborazione con la Capitaneria di Porto, da sempre accanto all’Acquario di Genova nell’attività di recupero di questi animali in difficoltà e di successivo rilascio, il nucleo Carabinieri Cites di Genova, che coordina l’applicazione della Convenzione di Washington che tutela anche questi animali, l’Esercito Italiano, che ha concesso l’uso della spiaggia per l’evento, e la Fondazione Acquario di Genova Onlus.

All’evento sono intervenuti il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, l’Assessore all’Ambiente e tutela del Territorio della Regione Liguria Giacomo Giampedrone, l’Assessore all’Ambiente del Comune di GenovaMatteo Campora, il Capo Servizio Operazioni Reparto Operativo della Direzione Marittima di Genova Capitano di Corvetta Nicola Stasi, il Comandante del nucleo Carabinieri Cites di Genova Capitano Gordon Cavalloni, il Direttore Scientifico e dei Servizi Veterinari dell’Acquario di Genova Claudia Gili, il Presidente della Fondazione Acquario di Genova Onlus Nicola Costa.

 In un’ottica interregionale, vanno citati l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscanae l’Osservatorio Toscano per la Biodiversità di Regione Toscana che hanno affidato la tartaruga Tosca all’Acquario di Livorno in prima battuta e in un secondo momento all’Acquario di Genova. Si ringrazia anche la Regione Toscana con cui gli Acquario di Genova e Livorno collaborano ormai da anni non solo per le tartarughe marine ma anche per i Cetacei.

L’evento, in linea con la mission dell’Acquario di Genova, ha l’obiettivo di sensibilizzare ed educare il pubblico alla conservazione, alla gestione e all’uso responsabile degli ambienti acquatici attraverso la conoscenza e l’approfondimento delle specie animali e dei loro habitat.

Prima del ritorno al mare degli esemplari, il pubblico li ha potuti vedere da vicino e, attraverso il racconto degli esperti, conoscerne la storia e scoprire l’attività di recupero, cura e rilascio che viene svolta dall’Acquario in collaborazione con i soggetti coinvolti nell’evento per la tutela delle tartarughe marine. Il tratto di lido demaniale che ospiterà l’evento non è dotato di accesso per disabili.

Durante l’evento il pubblico ha inoltre conosciuto i progetti di salvaguardia e conservazione di tartarughe e testuggini condotti dalla Fondazione Acquario di Genova Onlus, tra cui il progetto della tartaruga palustre endemica della Liguria Emys orbicularis ingauna e potrà contribuire con una donazione volontaria.

Assessore regionale all’Ambiente e alla Difesa del Suolo Giacomo Giampedrone.
“Oggi festeggiamo un evento lieto e una storia che ci racconta della fruttuosa collaborazione tra Istituzioni e soggetti privati che collaborano per la protezione dell’ambiente e in questo caso di specie protette come le tartaruge marine “Caretta caretta”. Il nostro plauso va a tutti i soggetti che hanno consentito l’intervento di recupero e di salvataggio delle tartarughe e in primis all’Acquario di Genova che è il referente istituzionale per Regione Liguria per l’ospedalizzazione delle Caretta caretta, in base ad un accordo Stato-Regioni. Un riconoscimento importante di cui siamo orgogliosi che ci fa riflettere su quanto l’ambiente sia fondamentale per la salvaguardia della vita e anche per la promozione turistica. Come Regione Liguria e come assessore all’Ambiente mi preme sottolineare il grande lavoro compiuto per la difesa e la protezione del suolo in un territorio molto fragile e con numerosi problemi idrogeologici. Un lavoro che è stato confermato anche dal prestigioso riconoscimento ricevuto nei giorni scorsi dalla FEE, la Foundation for Environmental Education che ha assegnato alla Liguria 27 bandiere blu, collocandoci sul gradino più alto del podio, come l’anno scorso. Un premio importante frutto di una qualità ambientale e delle acque di cui il turismo può usufruire e che ribadisce il ruolo chiave che abbiamo svolto nel sostenere l’avanzamento degli interventi di depurazione delle acque. Tutto questo però non ci basta: è fondamentale fare un passo avanti ogni giorno, anche nei confronti delle giovani generazioni, per informare sull’importanza della sostenibilità ambientale e sulla sensibilizzare ai cambiamenti climatici, operando attraverso azioni di mitigazione. La nostra presenza qui oggi ci parla anche dell’importanza di operare contro le estinzioni, difendendo le specificità degli animali che contribuiscono a mantenere l’intero ecosistema. Come ci ha recentemente ricordato il Premio Nobel per la Pace e grande climatologo ricevuto a Portofino, Nigel Tapper. Allora un grande in bocca al lupo a Zelda, Ariel, Tosca, Ciliegia e Primavera per il nuovo viaggio che stanno per compiere”.

Assessore Ambiente e Ciclo dei Rifiuti, Servizi Civici, Informatica del Comune di Genova, Matteo Campora“Sono particolarmente soddisfatto di rappresentare il Comune di Genova a questo importante appuntamento. L’Acquario è una risorsa non soltanto dal punto di vista turistico per la città, ma consente con le sue iniziative e la sua preziosa attività scientifica di divulgare una sensibilità ambientale non soltanto tra le giovani generazioni. Come assessore all’ambiente ritengo che questo ruolo sia cruciale per Genova e per la Liguria: far crescere una consapevolezza su queste tematiche risulta decisivo per affrontare al meglio le criticità presenti sul nostro territorio”.

Le storie di Zelda, Ariel, Tosca, Ciliegia e Primavera

Ritrovata fuori dalla diga del porto di Genova dal sig. Giorgio Gallia, pescatore professionista, Zelda è arrivata il 13 ottobre scorso presso l’Acquario di Genova. Pesava 15.3 kg per una dimensione di 49 cm di lunghezza e 44 cm di larghezza. Si tratta presumibilmente di una femmina, anche se la giovane età, tra i 4  e i 6 anni, non consente di diagnosticarlo con certezza. Si presentava molto letargica e dai primi controlli veterinari e dall’esame radiografico effettuato, è stato diagnosticato un quadro di polmonite “ab ingestis”, presumibilmente legata alla precedente permanenza all’interno dell’animale di strumenti da pesca, quali ad esempio reti o lenze. Dopo aver ricevuto le cure necessarie, la tartaruga ha ripreso a respirare in maniera regolare, a mangiare, riprendendo peso fino ad arrivare agli attuali 17 kg.

Ariel è arrivata il 15 ottobre 2017 dopo il ritrovamento da parte di un subacqueo a Savona che ha visto l’animale sostare in superficie vicino alla riva. Presumibilmente femmina, pesava 35,7 kg per una dimensione di 66 cm di lunghezza e 61 cm di larghezza. Era in stato letargico, presentava in tutta la superficie del carapace e del piastrone numerosi parassiti; inoltre a livello cutaneo sono state individuate numerose sanguisughe marine del genereOzonbrachus margoi, un parassita che si nutre quasi esclusivamente di sangue di tartaruga, con conseguente anemia evidenziata dagli esami ematici di controllo. Lo staff veterinario dell’Acquario di Genova ha asportato tutti i parassiti presenti e iniziato le cure mediche necessarie a far tornare i parametri ematici nella norma. Oggi Ariel mangia regolarmente ed ha aumentato il suo peso fino a 38,3 kg. Le apnee e il comportamento normale le consentono di tornare in mare.

Tosca è stata portata all’Acquario di Livorno dalla Capitaneria di Porto lo scorso 28 agosto. L’esemplare di 14 kg per una dimensione di 50 cm di lunghezza e 47 cm di larghezza, era molto emaciato e presentava una lenza passante dalla bocca alla cloaca. L’esame radiografico non ha evidenziato la presenza di ulteriori corpi estranei metallici quali ad esempio ami o piombini da pesca. Viste le condizioni molto critiche, con il consenso dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana e dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità di Regione Toscana l’esemplare è stato prontamente trasferito presso l’Acquario di Genova. Il caso di Tosca avrebbe comportato l’intervento chirurgico per l’asportazione della lenza, ma in considerazione del quadro clinico, si è optato per la stabilizzazione dell’animale e l’avvio di cure e misure per favorire l’espulsione del corpo estraneo senza intervento. Dopo circa 3 mesi Tosca è riuscita a ad espellere la lenza, lunga 115 cm. La tartaruga mangia autonomamente, compie immersioni e apnee in maniera regolare, ha ripreso le sue funzioni organiche e può quindi tornare in mare.

Ciliegia è arrivata il 6 aprile da Sanremo, dopo essere stata rinvenuta durante una regata galleggiante in superficie e letargica. All’arrivo pesava 18 kg e misurava 46 cm di lunghezza e 45 di larghezza. Ha iniziato a mangiare dopo un paio di giorni e grazie ad una terapia sintomatica potrà ritornare in mare.

Ai quattro esemplari previsti fin da subito, se ne aggiunge un quinto, Primavera, di cui proprio in questi giorni sono arrivati i risultati degli esami ematici, con responso positivo. Presa accidentalmente nelle reti da un peschereccio a Santa Margherita lo scorso 20 marzo, al momento dell’arrivo all’Acquario di Genova pesava 40 kg, per 66 cm di lunghezza e 57 di larghezza e non presentava lesioni esterne. Da esami approfonditi, è emersa un’infezione con una diagnosi di possibile polmonite. Dopo una terapia antibiotica, gli esami sono tornati nel valori regolari; Primavera mangia regolarmente ed è pronta, dopo il breve periodo all’Acquario, per tornare al mare.

Prima di essere rilasciate, come tutti gli esemplari di Caretta caretta, Ariel, Zelda, Tosca e  Ciliegia sono state marcate, applicando alla pinna natatoria sinistra una targhetta identificativa, e dotate di microchip. Il sistema di marcatura permette, qualora l’animale venga riavvistato, di acquisire dati preziosi sulla biologia e sul comportamento di questa specie (tasso di crescita, direttrici migratorie nel Mediterraneo e transoceaniche, ecc.). Le targhette sono state gentilmente donate dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli che da anni porta avanti progetti di ricerca e recupero di questa specie.

L’Acquario di Genova interviene sulle tartarughe marine in difficoltà dal 1994 e dal 2009 è referente istituzionale per la Regione Liguria per l’ospedalizzazione delle Caretta caretta (in accordo Stato-Regioni). Nel 2017, ha ricevuto, insieme all’Acquario di Livorno, il riconoscimento per questa attività dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio; entrambe le strutture gestite da Costa Edutainment operano in collaborazione tra loro e con le autorità locali per garantire ad ogni individuo uno stato di salute consono al ritorno in mare. A tale riguardo, è in corso di definizione un protocollo di intesa tra Acquario di Genova e Direzione Marittima della Liguria per definire la collaborazione tra le due realtà per gli interventi in casi di recupero di fauna marina in difficoltà.

Ariel, Zelda, Tosca e Ciliegia sono tra gli esemplari di tartaruga marina che vengono rinvenuti in difficoltà e trasportati all’Acquario. Non tutte, purtroppo, sono storie con un lieto fine. Diverse sono le cause del ricovero, tra le principali: interferenze con gli strumenti da pesca, principalmente palamiti (è frequente la presenza di ami nella cavità boccale o nel tratto digerente, spesso evidenziato dal filo di nylon che fuoriesce ai margini della bocca) o alle reti (possono causare ferite, mutilazioni e, nel peggiore dei casi, il soffocamento degli animali); ingestione di corpi estranei, quali ad esempio sacchetti di plastica scambiati per meduse che fanno parte della dieta naturale di questi rettili; impatto con imbarcazioni a motore, che arrecano traumi e ferite sul carapace o sul capo (più di rado altrove), a volte letali; patologie varie e traumi, sopracitati, che provocano lo spiaggiamento dell’animale (la tartaruga marina si spinge sul litorale esclusivamente per deporre le uova, ma non sono mai stati segnalati casi di riproduzione sulle spiagge della Liguria); sversamenti o presenza di petrolio.

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