UNA CINQUINA PER RINFRANCARE LO SPIRITO di Marcello Delfino

La Spezia, 10 maggio 2018

Parliamo di calcio e non pensiamo alle notizie di cronaca che leggiamo sui quotidiani in questi giorni.

Certo qualche brivido corre lungo la schiena, ma incrociamo le dita e speriamo che possa continuare tutto come è stato fino ad oggi.

Intanto, una inusuale cinquina ha fermato una discesa che, sia per le prestazioni che per i risultati, sembrava quasi irreversibile.

E invece, complice la Pro Vercelli, è tornato un po’ di buonumore grazie ad un risultato squillante, peraltro in parte raggiunto in inferiorità numerica, con un paio di gol di quelli che fanno perdonare anche le peggiori nefandezze calcistiche.

Ed ultimamente di nefandezze ne abbiamo viste forse un po’ troppe.

Un rigore generoso, generosissimo, ma ce ne hanno davvero dati pochissimi quest’anno, ha spianato la strada, costringendo la Pro Vercelli a qualche tentativo di reazione regolarmente punito dal duo Gilardinio-Marilungo in vena di sciccherie.

La terza e la quarta realizzazione, rispettivamente di Gilardino e Marilungo, hanno dimostrato, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che quei due, sani e sufficientemente preparati, farebbero davvero la differenza.

Ed invece, chi lo sa, il Gila dovrà riflettere per capire se la passione potrà avere ancora il sopravvento sulla stanchezza del suo fisico e Marilungo potrebbe restare solo se la società fosse disponibile a caricarsi un riscatto che, in base agli attuali comportamenti finanziari, appare proibitivo.

Guardando avanti, sembra di capire che assisteremo, come d’abitudine, ad un sostenuto ricambio che potrebbe riguardare sia la rosa che l’area tecnica, diesse e allenatore.

La fortunata partita con la Pro ci ha lasciato anche un’ulteriore soddisfazione, quella di vedere scendere in campo il giovane Awua che, a parte il gol realizzato nel finale, ha disputato una buona prestazione dimostrando che i ragazzi a nostra disposizione possono fare anche meglio dei loro compagni più esperti ma anche maggiormente fiaccati dalla fatica accumulata nel corso dell’intero campionato.

Si è rivisto Capelli, tornato dopo gli infortuni domestici, inserito per fare riposare Terzi e per lasciare ancora una volta Ceccaroni in panchina.

Maggiore sembra giocare con la voglia di chi pensa di doversene andare così come Juande che, come d’altronde il suo collega di ruolo Bolzoni, si trova sempre più a suo agio quanto meno si deve correre ricordando il batterista jazz Tullio De Piscopo che nel festival di Sanremo di trent’anni fa, siamo proprio nel 1988, lanciava appunto “Andamento lento”.

Geniale, a questo proposito, fu l’accostamento fra nome e comportamento in campo che fece Gianni Brera nel definire quello splendido talento mancino interista che era Mariolino Corso.

Appunto, participio passato del verbo correre.

Buone notizie invece per Augello che non fa assolutamente rimpiangere il celebratissimo Lopez e per Mora che, per quel poco che ha potuto giocare essendo entrato a venticinque minuti dal termine, ha sollevato più di un dubbio a chi si è lasciato andare, nei suoi confronti, a giudizi forse troppo affrettati.

Ancora due gare da onorare, la prima per correttezza sportiva e la seconda per rispetto della tifoseria, e poi potremo anche fare qualche considerazione complessiva sullo svolgimento e l’esito di questa stagione.

Troppo sbrigativo e semplicistico vantare il raggiungimento dell’obiettivo dichiarato all’inizio, la salvezza, anche se forse la squadra, almeno per come è arrivata in fondo, non pareva potere essere comunque competitiva qualora avesse dovuto disputare gli spareggi per la promozione.

Ed allora meglio così, c’è più tempo per pensare alla prossima stagione che ci riproporrà sfide quasi dimenticate, augurandoci, come sempre, di poter continuare a vedere ancora tanta serie B.

Marcello Delfino

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