Quartieri del Levante: “Sui problemi del Porto la Presidente Roncallo fa moina”.

LA SPEZIA- I cittadini dei Quartieri del Levante, ma anche tutti i cittadini spezzini (se avessero voluto farlo) nella serata di venerdì hanno potuto assistere alla trasmissione ”Il salotto del Sig. Rossi” su Teleliguria Sud nel quale era ospite la presidente dell’ASPLO a cui 4 giornalisti ponevano delle domande.

Per quel che ci riguarda vi sono alcuni punti che vorremmo mettere in evidenza perché la signora Roncallo su di essi ha dato risposte poco trasparenti e chiare; infatti, mancando il contraddittorio con persone informate sulle fasi attuative del P.R.P.   e sui suoi contenuti, ovvero su uno strumento di legge urbanistica in vigore dal dicembre del 2006, nessuno ha trovato nulla da dire sulle sue risposte laconiche ovvero sul suo “far moina”.

Esaminiamo i punti uno alla volta:

  1. Calata Paita e Waterfront. Negli anni 2003-2007 per poter restituire Calata Paita alla città al fine di realizzare l’waterfront fu ampliato il Molo Garibaldi nel lato di ponente di 52.000 mq in quanto sullo stesso dovevano essere spostati tutti gli impianti di Calata Paita;conclusione l’allargamento è stato regolarmente fatto ma oggi,a distanza di 12 anni gli impianti sono ancora dove si trovavano ovvero su Calata Paita. Oggi si propone di fare altri tombamenti su altre banchine portuali andando peraltro ben oltre i quantitativi previsti dalla legge urbanistica del P.R.P.
  2. Barriere anti rumore ed anti inquinamento sia acustico che atmosferico. Il P.R.P. precisa che non possono essere fatte altre banchine senza aver prima realizzato la fascia di rispetto,le barriere per la mitigazione degli impatti ambientali per la convivenza Porto-città. Ad oggi quasi nulla è stato fatto alla distanza di 12 anni nonostante la Signora Presidente ricopra il suo ruolo da ormai 18 mesi. Sulle barriere fono assorbenti,installate nel breve tratto della marina di Canaletto,presumiamo che siano totalmente insufficienti per riportare i rumori entro i termini di legge tanto che i cittadini hanno deciso di chiedere delle serie verifiche e,secondo la legge verificarle in un confronto pubblico.
  3. L’ammassamento dei containers in V^ fila sulle banchine portuali (siano essi pieni o vuoti). Il porto di La Spezia ha potuto svilupparsi nonostante il contrasto per l’impatto con la città per l’integrazione del retro porto di Santo Stefano dove,con la massima velocità possibile,gli stessi dovevano essere trasferiti per non farli rimanere sulle banchine portuali al fine di non creare forte impatto e di non limitare la funzionalità del ciclo portuale. Nell’ultimo anno tale disfunzione è aumentata,i containers sono rimasti sulle banchine .
  4. I dragaggi nella situazione odierna e nel futuro del posto spezzino nel canale di transito delle porta containers. Considerato che vi sono già in corso indagini della magistratura per presunti danni ambientali causati dai dragaggi effettuati,quindi la sospensiva degli stessi per il completamento previsto e la previa verifica sui vincoli delle bonifiche. Quello che l’ASPLO scorda di dire è cosa intenda fare nel futuro per i dragaggi considerando che il pescaggio di queste mega navi arriva a 20 metri a pieno carico che quindi non potrebbero passare nel canale di transito per le banchine portuali.

Pare proprio che il futuro,sul versante della sostenibilità ambientale e la così detta ambientalizzazione contenuta nella legge di riforma della portualità nel porto di La Spezia sia molto in ritardo, senza risposte progettuali chiare, insomma pare si viva alla giornata.

Rita Casagrande- Quartieri del Levante
Franco Arbasetti- V.A.S. Onlus

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