Dopo cinquant’anni “Il Gabbiano” cessa l’attività.

LA SPEZIA- Cristina Andolcetti, Fernando Andolcetti, Alberto Barli, Wanda Bertocchi, Antonio Bobó, Sergio Borrini, Pino Busanelli, Emma Caprini, Bruno Cassaglia, Daniela Cesino, Cosimo Cimino, Mario Commone, Anna Maria Datola, Beatrice Donin, Lia Frangia, Mariano Frare, Silvia Garzonotti, Delio Gennai, Alessio Gianardi, Cesare Giorio, Gloria Giuliano, Arduino Gottardo, Alessio Guano, Giuseppe Gusinu, Pietro Itri, Ruggero Maggi, Alessio Manfredi, Romano Masoni, Paolo Magazzini, Clara Milani, Cesare Nardi, Nadia Nava, Virginia Patrone, Giuseppe Pellegrino, Roberto Pertile, Roberto Prudente, Sandra Rosa, Danilo Sergiampietri, Roberta Signani, Magda Simoni, Alberto Sordi, Carlo Tartarini, Marie-Laure van Hissenhoven e Vinicio Zapparoli sono i quarantatrè artisti presenti nella collettiva “La Gabbia”, proposta sino al 26 maggio prossimo dalla Galleria “Il Gabbiano” (via Nino Ricciardi, 15).

È la rassegna n° 560 realizzata dal 1968 ad oggi dal dinamico spazio, la cui notorietà ha da tempo valicato i confini nazionali. Con la citata esposizione si conclude, purtroppo, il lungo tragitto svolto con impareggiabile dedizione nella duplice veste di artisti-galleristi da Fernando Andolcetti e Cosimo Cimino, affiancati da alcuni anni dall’intelligente collaborazione di Mario Commone. Con il loro appassionato attivismo essi hanno recato diffuso credito alla galleria, che annovera tra i suoi fondatori l’entusiasmo dei non dimenticati Elisa Corsini, Carlo Giovannoni, Mauro Manfredi e Giuseppe Saturno. Per afferrare compiutamente la longeva esperienza espositiva della galleria sarebbe necessario ripercorrere in un esteso racconto il vasto perimetro documentativo affollato da non pochi artisti che hanno dato e ricevuto prestigio per aver esposto al “Gabbiano”.

Operativo per decenni in via don Minzoni, esso ha rappresentato attraverso disciplinate e originali rassegne tematiche e mostre personali un crocevia di genuina divulgazione della ricerca artistica contemporanea, accogliendo convincenti testimonianze dei cosiddetti nuovi linguaggi, assurgendo, inoltre, a sede di alta considerazione, in particolare, per quanto riguarda la “Poesia visiva”, ambito di convergenza creativa fra immagini e parole, esplorato da decine di singolari eventi condivisi da talentuosi artisti di levatura nazionale e internazionale.

Non vanno inoltre dimenticate, con altre innumerevoli pagine di arte contemporanea che meriterebbero di essere attentamente analizzate, le proposte sul movimento “Fluxus”, vivacizzato dalla massima libertà creativa dei suoi esponenti, autori di stimolanti lavori concettuali che includono le più diverse discipline per approdare a inattese soluzioni espressive.

Nelle 560 mostre del “Gabbiano”, la cui storia andrebbe meticolosamente ripercorsa attraverso gli esemplari cataloghi pubblicati, che ben figurano nelle biblioteche d’arte, è emersa in ogni occasione la prevalenza della perfezione compositiva, associata al seducente requisito della bellezza, avvertibile ancor oggi nella rassegna inaugurata sabato scorso, che si giova anche del brillante contributo di apprezzati artisti spezzini.

Ritengo che la città debba riconoscere il valore espresso senza sosta durante mezzo secolo da questo presidio di cultura artistica e non solo, nel quale la libera circolazione delle idee, l’autenticità e l’originalità ne hanno caratterizzato l’irripetibile identità.

La collettiva è visitabile dal martedì al sabato, dalle 17.00 alle 20.00. (info: galleria ilgabbiano@gmail.com)

Valerio P. Cremolini

 

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