Le istituzioni decidono chiudendosi nei palazzi: manca la partecipazione.

LA SPEZIA- In questi ultimi anni stiamo assistendo al decisionismo delle istituzioni locali e le loro scelte sono “chiuse” nei confronti dei cittadini e della società civile come se dovessero essere fatte sempre nel chiuso delle riunioni di consiglio o di giunta. Mai che si cercasse il massimo, ma nemmeno il minimo veramente, consenso della città e senza che i cittadini possano condividere in alcun modo le scelte fondamentali del territorio per ciò che riguarda lo sviluppo, il lavoro e la difesa ambientale. La storia ci insegna come, con questo atteggiamento, difficilmente si ottengono risultati positivi, perché non esiste più trasparenza e di conseguenza viene di fatto eliminato il controllo volontario dei cittadini finalizzato alla salvaguardia del territorio. Ecco che oggi il risultato, in questa città di mare, è divenuto decisamente poco credibile il funzionamento delle istituzioni per ciò che riguarda soprattutto il controllo ambientale in quanto le stesse fanno solo dei gran annunci su fatti già accaduti senza avvertire la popolazione prima che gli stessi avvengano.

ll punto è che dovremmo remare tutti uniti al fine di invertire la tendenza degli enti di controllo di fare sempre meno il loro dovere e comunicarlo ai cittadini, e questo già ,nella situazione attuale, eviterebbe di far aumentare non solo i danni ambientali, che sono molti, ma anche la criminalità il che porterebbe ad aumentare le ora insufficienti azioni di prevenzione per la salute e la sicurezza dei cittadini. Ed un appunto va fatto anche ai Signori giornalisti che intervistano le persone, ad esempio sui rumori causati dal porto i quali non fanno vivere i cittadini dei quartieri del Levante, senza accertarsi che gli stessi vivano lì e che le loro testimonianze possano essere credibili vivendo in prima persona i problemi di cui stanno trattando.

Inutile chiedere a chi la sera va a casa in un paese limitrofo, se i rumori del Porto li infastidiscono, in questa situazione diranno certamente di no, ma se lo chiedono a chi vive a Canaletto o a Fossamastra, che tra i tre quartieri sono i più penalizzati, le risposte saranno certamente diverse. Quello che noi chiediamo ai cittadini è di non rassegnarsi bensì ad attivarsi ancora di più per fare in modo che le istituzioni vengano spronate a mettere in pratica la partecipazione di cui esiste un estremo bisogno.

Rita Casagrande, Quartieri del Levante
Franco Arbasetti, V.A.S. Onlus

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