Arbasetti e Casagrande: “Il Porto spezzino deve cambiare strategia”.

LA SPEZIA- Ormai si pone in modo reale ed efficiente la scelta di cambiare la vecchia strategia del “piccolo, ma efficiente porto di La Spezia”. Le nuove competizioni del trasporto marittimo richiedono l’accorpamento dei sistemi portuali per fare concorrenza ai porti del nord Europa senza esasperate competizioni fra porti regionali e nazionali.

Fino ad oggi per egoismi economici si è spinto in modo negativo uno sviluppo della portualità fondato sull’esasperazione della concorrenza anche fra porti liguri,con il risultato di rischi imminenti per il porto spezzino,ed i progetti di sovradimensionamento contro altri porti liguri di primaria importanza nazionale ed internazionale senza che esista un progetto rispetto al futuro della logistica del trasporto marittimo e delle evoluzioni delle nuove tecnologie collegate alle enormi navi portacontainers di ultima generazione.

E’ un fatto che il porto di La Spezia in Liguria pur avendo una forte disposizione geografIca, ha il punto debole delle infrastrutture e quello di una natura di un golfo poco adatto ad uno sviluppo eccessivo, e se il porto continua a ostentare autonomia rispetto ai processi di sviluppo che il nostro golfo non può accettare, il rischio senza ritorno è quello di un disastro ambientale.

Ecco perché la difesa occupazionale non può essere che quella di un progetto di portualità coordinata dei 3 porti liguri con un’unica regia di coordinamento e dove la competitività organizzata del ciclo produttivo riguardi i singoli porti.

Sono anni che proponiamo e sosteniamo che questo progetto per il futuro fa il bene della città con il suo porto e la sua occupazione.

Cerchiamo pertanto di costruire insieme progetti positivi per il futuro e il lavoro lasciando da parte gli interessi particolari che in questi anni hanno portato tanti danni a questa città.

Rita Casagrande (Quartieri del Levante)
Franco Arbasetti (V.A.S. Onlus)

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