Al cinema con Fabrizio Bordone: l’ABC dei film catastrofici americani.

Ad ogni uscita di un nuovo film catastrofico americano, ogni appassionato che si rispetti entra in fibrillazione. Non è un genere che piace a tutti, ma gli americani sono degli autentici maestri in questo filone. Di solito, le catastrofi di questi film sono dovute a meteoriti, terremoti, tempeste, vulcani mastodontici, tornado. Ad ogni nuovo film, l’ansiosa attesa corrisponde ad una delusione, regolarmente è così. Questi film sono tutti uguali, la trama è la stessa, cambia il tipo di cataclisma ed il nome del personaggio principale, ma si svolgono tutti nello stesso modo, vediamo come. Il protagonista è sempre un ex collaboratore-scienziato dello Stato o delle Forze Armate che è stato allontanato per le sue idee. Lavorava in coppia con la moglie che lo ha allontanato a sua volta, tra i due c’era competizione professionale; hanno in comune una figlia, di solito quindicenne, ribelle ed indipendente.

Il film (tutti questi film, qui parliamo di meteoriti) inizia con delle palle infuocate, non grosse, che cadono dal cielo tra lo sconcerto delle persone. Appena aumenta il fenomeno e la dimensione, subito si alza in volo un elicottero dei Servizi Segreti che va a prelevare il nostro eroe con la forza, lo chiameremo John. Lui fa finta di non capire ma sa benissimo dove lo stanno portando, deve parlare con il Capo assoluto del Pentagono, un energumeno che sul petto, un petto di due ettari, ha diverse centinaia di medaglie, frutto di tanta esportazione di democrazia in giro per il mondo. Dopo tre secondi gli è chiara la situazione, bisogna applicare le sue teorie ed il mondo sarà salvo. Nella base operativa, c’è sempre un tecnico dai tratti orientali, di solito cinese, e sarà l’unico di quell’edificio a morire, questo avviene regolarmente. Ovviamente, anche la ex moglie di John (la chiameremo Mary) viene prelevata, almeno i due, in contrasto su come agire, possono scannarsi ulteriormente. Nel frattempo, il Presidente degli USA, un tipo anonimo che passeggia avanti e indietro in un ufficio, viene informato dal Capo del Pentagono sulla situazione, ma non ha alcuna voce in capitolo sulle decisioni importanti, esattamente come nella realtà. La pioggia di meteoriti, colpisce ogni parte del mondo e, ogni volta, mostrano le immagini delle Tv del globo: Roma, con il cupolone di S. Pietro e la gente che prega, l’India con il Taj Mahal e la gente che prega, la Torre Eiffel e la gente con la baguette sotto l’ascella, una tribù africana che pratica un rituale e via discorrendo. Mentre la situazione precipita e John discute animatamente con Mary e con il Capo del Pentagono, il quale vorrebbe sganciare un’atomica per disintegrare l’enorme meteorite, la figlia quindicenne rimane incinta del fidanzatino, dall’altra parte della città. Tra mille discussioni, tentativi falliti di risolvere il problema e colpi di genio, già si percepisce che tra i due ex coniugi le cose potrebbero cambiare. All’improvviso, la città dove è ambientato il tutto, viene colpita da una grandinata di meteoriti e John e Mary si ricordano di avere una figlia, ma è irrintracciabile. La sala comandi del Pentagono viene colpita da una palla di fuoco e, come volevasi dimostrare, l’unico a lasciarci le penne è il tecnico cinese; a questo punto, John e Mary si fanno dare una jeep dell’esercito e partono al recupero della figlia indiavolata. Lungo il tragitto, ogni meteorite schiva il mezzo di un nonnulla, alle loro spalle si aprono voragini e qui avviene una scena classica. John vede un uomo che ha perso nell’ordine: tutte e due le gambe, un braccio e mezzo, il naso e giace in un lago di sangue; si avvicina al rimasuglio umano e qui scatta la frase tipica di ogni film americano che si rispetti: “Va tutto bene!”. Va talmente bene, che il poveretto, appena sente la frase, tira le cuoia tra lo stupore generale. Prosegue la gimkana tra le macerie della città ormai distrutta, arrivano chissà come nel punto esatto dove si trova la pargoletta, la costringono a venire con loro perché quella non ne vuole sapere di staccarsi dal fidanzatino e tornano alla base. Ormai è tutto precipitato, il Presidente degli USA, si rende conto che il mondo sta per finire e si prepara per un imponente discorso da tenere a reti unificate. Con aria affranta, di solito pronuncia la seguente frase, in ogni film catastrofico: “Popolo americano, abbiamo fatto tutto quello che era in nostro potere ma dobbiamo prepararci al peggio. Forse qualcuno di voi sopravvivrà ed avrà il compito di far rinascere un’umanità nuova. Dio benedica l’America”. Mancano pochissime ore all’impatto del meteorite gigante ed il Capo dell’esercito ha già fatto partire il conto alla rovescia per il lancio dell’atomica, un’idea davvero geniale. Immancabilmente, a due secondi dal lancio, John trova la soluzione e riesce a fermare il processo appena in tempo. In pochi istanti, il cielo si sgombra di meteoriti, la gente assiepata a Roma esulta, in India festeggiano, a Parigi mangiano la baguette e gli Zulù ballano felici. John e Mary si rimettono ovviamente insieme e accudiranno la figlia incinta ed il fidanzatino brufoloso. Ancora una volta, il mondo è stato salvato, nel prossimo film catastrofico, si ripeterà tutta la trama per filo e per segno. Buona visione!

(Fabrizio Bordone)

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