“Sul Molo Pagliari l’AP dice cose che farebbero arrossire Pinocchio”. L’attacco di Quartieri del Levante e V.A.S. Onlus.

LA SPEZIA- L’Autorità Portuale, responsabile di aver ridotto vergognosamente ad una baraccopoli il molo Pagliari, il simbolo della memoria e portatore per la città di La Spezia di una medaglia d’oro al valor civile, sta ora cercando, in modo ambiguo, di ottenere il  “perdono” dai cittadini e dalla comunità ebraica. E lo fa annunciando (gli annunci sono le cose che preferisce) che verrà indetto un bando di concorso allo scopo di erigere sullo stesso un monumento. Ci racconta che il progetto della nuova Marina Del Levante, che va via via prendendo forma sul Molo ,e che è  in stato di avanzata costruzione appaltato alla Coop Trevi, servirà  per l’espansione di banchine portuali necessarie per l’attuazione delle fasi del piano regolatore portuale. Dimentica però di dire che esisteva una indicazione di un altro progetto nella zona di Pagliari che non deturpava così vergognosamente il Molo Pagliari, che è peraltro un bene storico protetto dalle belle arti, e già ci sarebbe da chiedersi come mai la sovrintendenza abbia permesso una simile deturpazione. Non solo: l’attuale Presidente dell’Autorità Portuale, insediatasi in quel ruolo tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, sa bene che quando ha assunto il suo ruolo i lavori sul Molo non erano ancora iniziati e dovrebbe anche ricordarsi quante volte, nei primi mesi del 2017, le è  stato chiesto  di rivedere quello sciagurato progetto considerato che la possibilità  di un cambiamento era contenuta nel contratto della gara d’appalto istruito dall’A.P. Ma la stessa, sorda alle contestazioni sia delle associazioni che dei Quartieri Del Levante, ha dato un’accelerata iniziando tra giugno e luglio 2017 l’esecuzione dei lavori,  nonostante le note vicende delle inchieste attivate dalla Magistratura sugli appalti conferiti dalla precedente Presidenza.

Non essendo sufficiente accelerare lo scempio ha deciso di portarsi avanti con presunti procedimenti per modificare il progetto esecutivo approvato dalla conferenza dei servizi del 2013. Altro che trasparenza! Ma dove è  stata onorata la partecipazione così, come previsto nel piano regolatore portuale del 2006? Una cosa è  certa:  i cittadini di questa citta’ non sono mai stati ascoltati e le istituzioni sono chiuse nei loro castelli resi forti anche dal fatto  che nemmeno i giornali locali,o per lo meno molti di essi, hanno dimenticato il “pluralismo e le due campane” che sono fondamentali in democrazia. Si presume poi una gran lievitazione dei costi, cosa per cui sono state fatte regolari denunce alla corte dei conti ed all’ANAC,  che speriamo diano i giusti risultati.

Ci lascia perplessi vedere che in questa città lo sciagurato progetto sul  Molo Pagliari abbia avuto il parere favorevole nella conferenza dei servizi del 2013 anche del Comune Di La Spezia (il documento risulta firmato per il Comune dall’Architetto Erario e da un funzionario di zona delle Belle Arti,  Geometra Vatteroni). Questi due funzionari sono già collegati nella vicenda dello scheletrone di via San Venerio, per il quale il Consiglio di Stato ha emesso l’ordinanza di demolizione. Ed ecco che una volta ancora ci domandiamo: cosa sta succedendo nella nostra città e nel nostro Golfo? Non servirebbe forse un po’ più ascolto e di trasparenza?

Rita Casagrande, Quartieri del Levante
Franco Arbasetti, V.A.S. Onlus

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