Marinella, interviene Cavarra: “Inaccettabile il silenzio da parte di liquidatori e soci”.

SARZANA- Il silenzio assordante che nell’ultimo periodo è sceso sulla vicenda Marinella da parte di liquidatori e soci, con Monte dei Paschi in testa, è inaccettabile. Da settimane le mie sollecitazioni, quotidiane, per avere notizie sul destino di questa azienda non hanno trovato riposta. Un atteggiamento intollerabile nei confronti dei dipendenti, dei sindacati e di tutti coloro che strenuamente hanno lavorato sino all’ultimo, ognuno per le proprie competenze, per cercare di salvaguardare una parte importante della storia e del futuro del nostro territorio. Se, come appare ad oggi, si è scelto e deciso al contrario di voltare le spalle al territorio significa che nei fatti ha prevalso la logica del pallottoliere, con il preciso e unico obiettivo di fare cassa.
Anche se tutto appare perduto non possiamo stare a guardare. Per questo ho convocato il prossimo 4 maggio un tavolo con la proprietà, i liquidatori e i sindacati. Un momento di confronto che è una priorità e che non ho per nessuna ragione intenzione di spostare o posticipare, come mi è stato richiesto dai liquidatori. Voglio sia chiarito che fine abbia fatto la trattativa sulla proposta della White Holding di Gabriele Volpi, presentata ormai oltre un mese fa. Quali sono le ragioni per cui non è andata in porto? Noi, come amministrazione, abbiamo sostenuto tutti coloro che si sono resi disponibili a rilevare l’azienda in questo anno, dando la nostra disponibilità totale. Ricordo che anche Renovo aveva depositato una proposta per rilevare l’azienda, salvaguardando i livelli occupazionali. Anche in questo caso, non si comprendono le ragioni per le quali è stata rimandata al mittente.

Un anno fa è stata aperta la procedura di liquidazione della società e, attraverso sforzi importanti, come amministrazione comunale abbiamo tentato il tutto per tutto, cercando soluzioni e riuscendo di fatto a far andare avanti l’azienda per un altro anno, nella speranza che liquidatori e soci trovassero la quadra.

Ad oggi, se come appare l’accordo per salvare il marchio Marinella non si è voluto trovare, non possiamo accettare però un colpevole silenzio e una totale mancanza di confronto con le istituzioni e le parti sociali.

C’è, non per ultima, la necessità di capire quale percorso possiamo intraprendere adesso per reinserire nel tessuto produttivo i lavoratori che, tra pochi giorni, rimarranno senza occupazione. Insieme a questo, dobbiamo ribadire ancora una volta la vocazione agricola della piana di Marinella, contro eventuali future speculazioni.

Advertisements