Maggiore cultura di gestione dei Comuni, di Mario Bonelli.

VEZZANO LIGURE- Serata infuocata giovedì scorso al Centro Polivalente “Adriana Rovere” ai Prati di Vezzano Ligure per la discussione della delibera che la Corte dei Conti, ha inviato al Comune. Alla riunione risultava assente l’amministrazione, pur avendo In sintesi, la delibera della Corte dei Conti, in contraddittorio con il Comune, rileva  gravi irregolarità e criticità contabili, in riferimento al ricorso sistematico ad anticipazioni di cassa, senza che le stesse vengano integralmente restituite al termine di ciascun esercizio. Pertanto il Comune si trova in una situazione di illiquidità e di insolvenza, che lo costringe, per evitare il dissesto  (fallimento), a porre in essere ogni azione di recupero. Pertanto i cittadini di Vezzano devono stare allegri, perché le azioni di recupero cui fa riferimento la Corte dei Conti per il comune sono: “…………mantenimento delle aliquote e delle tariffe dei tributi a livelli elevati; implementazione delle attività connesse alla riscossione coattiva delle entrate comunali; inserimento, nel piano economico finanziario TARI per il 2017, di una maggiore quota di costo a titolo di copertura di inesigibilità ………………………”;  la Corte dei Conti, in riferimento alla mole di tributi evasi, (TARI ETares) per ben euro 4.708.608,61 afferma:” è lecito chiedersi come sia stato possibile per un Comune di piccole dimensioni accumulare una tale ammontare di tributi evasi”. Altre irregolarità sono state riscontrate nella costituzione del” Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità” e nella determinazione del Fondo pluriennale vincolato, dove la Corte usa termini come “ elusione delle regole concernenti il pareggio di Bilancio “ e “artifici contabili”.  Il Comune di Vezzano  Ligure, non è nuovo a questo tipo di rilievi da parte della Corte dei Conti, già nel 2010, come rileva un settimanale economico “Il Mondo” , Vezzano,  rientrava tra una rosa di Comuni sotto la lente (ai raggi x)della Sezione Regionale della Corte dei Conti . In realtà la crisi di un Comune, di una Provincia, o di una Regione, non è mai un fulmine a ciel sereno,  occorrono anni (anche se non molti), dopo aver gettato quintali di polvere sotto il tappetto. Le cronache ci insegnano che anche sindaci più irresponsabili hanno bisogno di 4 o 5 anni per distruggere un ente: si tratta di sperperare un patrimonio.

La verità è che questi bilanci vengono presentati ai consiglieri comunali e ai cittadini, ignari dei contenuti e del significato delle poste di bilancio, dove la maggioranza darà parere favorevole e l’opposizione, contrario. Ricordando che molti di questi bilanci poggiano le fondamenta per il loro equilibrio, sulle multe al codice della strada oppure permessi da costruire, che il più delle volte, sono cifre presunte e consistenti che salvano i bilanci. Pertanto si può affermare che prima di arrivare alla Corte dei Conti ci sono altri controlli interni ed esterni che non funzionano.

Mario Bonelli Dottore Commercialista Revisore dei conti enti locali

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