Ricollocazione Marine Storiche di Canaletto e Fossamastra sul Molo Pagliari: errore progettuale, strutturale e storico.

LA SPEZIA- Martedì 10 si è tenuta un’audizione della commissione consigliare delle infrastrutture con la presenza della Presidente dell’Autorità Portuale del sistema ligure orientale, Sig. Roncallo, la quale pare aver riscoperto, dopo anni di totale mancanza di ascolto, la nostra proposta progettuale per la ricollocazione delle marine storiche del Levante. Un precedente progetto ci era stato presentato per le casermette e comprendeva un porto a secco: lo stesso ci fu mostrato dall’allora Assessore Pollio, con l’assicurazione che,i n questo modo, anche il Quartiere di Pagliari avrebbe avuto in dotazione una trentina di posti barca, ovvero quell’accesso al mare che non aveva mai avuto

Insomma se la Presidente della A.P.S.LO ci avesse ascoltato, avrebbe risparmiato molto denaro pubblico, non avrebbe fatto deturpare il Molo Pagliari con una baraccopoli, che è uno spettacolo vergognoso, per la storicità che ci ha fruttato una medaglia d’oro al valor civile,molo che doveva rimanere a disposizione dei cittadini di La Spezia.

Più volte alle istituzioni locali,regionali e nazionali (Ministeri competenti) dal 2013 ad oggi abbiamo denunciato la cosa,abbiamo cercato di proteggere il molo,di far cambiare quello sciagurato progetto sostenendo che si poteva ovviare tutto questo con un porto a secco ma,l’interesse delle solite persone che paiono essere le sole a cui la città sta a cuore(chissà per quali ragioni),ha impedito di fare una cosa seria e condivisa.

Negli ultimi mesi i lavori intrapresi sul molo hanno lasciato stupite le molte persone che passano di lì e man mano che i lavori progredivano si è evidenziato che le scelte erano sbagliate senza che mai la APSPLO ammettesse l’errore però la stessa ha attivato confronti strani per delle modifiche in presunto contrasto sulle procedure di appalto e con le leggi sugli appalti.

Riflettendo su queste cose abbiamo capito che esisteva forse un impedimento allo sviluppo ed al lavoro della Nautica San Lorenzo,in espansione positiva alla quale i pontoni galleggianti per attraccare le barche avrebbero creato non pochi fastidi.

L’audizione sopracitata,nei suoi contenuti ha messo in evidenza una mancanza di informativa trasparente,  una improvvisazione programmatica alla giornata sia nei dettagli attuativi del programma triennale delle opere portuali,sia per quanto riguarda il futuro del porto spezzino che risulta la parte infrastrutturale più debole dei porti dell’alto Tirreno nonostante una organizzazione qualitativa notevole del ciclo produttivo interno.

Quello che più lascia perplessi è però l’atteggiamento dell’ISTITUZIONE COMUNE che sino ad oggi non ha voluto attivare un rapporto partecipato ed informativo sia con i quartieri,sia con le associazioni che con la società civile.

Noi,come coordinamento dei quartieri del levante,abbiamo più di una volta chiesto di essere ascoltati essendo in grado di dare i ragguagli necessari nel caso i problemi non fossero noti,ma mai abbiamo avuto la possibilità di parlare con loro,segno evidente che non gli interessava sapere,cosa che ci ha stupito.

Questo in quanto dopo tante battaglie con la precedente amministrazione,pensavamo di poter parlare con una certa tranquillità con la nuova amministrazione visto  che avremmo dovuto essere in sintonia.

Rita Casagrande, Franco Arbasetti.

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