5 aprile, altra giornata infernale per l’inquinamento acustico.

LA SPEZIA- A raccontarlo forse chi non vive a La Spezia non ci crederebbe,non crederebbe mai  che dopo ormai un numero notevole di anni in cui i quartieri del levante cittadino soffrono per ciò che accade loro,nonostante le proteste continue e le altrettanto continue segnalazioni,che si sia ancor oggi punto e a capo di fronte ad una A.P e alle istituzioni che pur essendosi impegnate a risolvere il problema non lo hanno ancora fatto.

I promessi interventi di prevenzione non si sono visti e le disfunzioni nel ciclo portuale dell’unica città italiana  sotto assedio, in cui si movimentano i container e si lavora in un porto che è a poche decine di metri  dalle abitazioni dei cittadini i quali si trovano fila di container  in V fila davanti alle finestre e coi TIR che vanno e vengono per i trasporti su gomma.

Quello che è certo è che i cittadini non smetteranno mai di protestare al fine di cercare di far mettere in campo iniziative che possano proteggere la loro compromessa salute messa a rischio da un’attività portuale senza controllo,senza alcun rispetto delle leggi sulla prevenzione,totalmente ignorate da oltre 10 anni,per l’atteggiamento delle istituzioni che non proteggono i cittadini.

Torniamo quindi a richiedere per l’ennesima volta  più fatti concreti e meno annunci insomma non continuate a cercare di venderci aria fritta come avete fatto sino ad oggi.

Rita Casagrande, Quartieri del Levante

Franco Arbasetti, V.A.S. Onlus

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